Si comunica alLa Signoria vostra che, in occasione dell'inaugurazione del Caos Rock Club a Bologna (via Zanardi 84/3)- venerdì 28 settembre 2012 ore 23.00 - verrà ufficialmente svelata e presentata l'opera inedita di Sergio Padovani "IN PASTO AL FINIMONDO"
"Aller innere Sinn ist Sinn für Sinn.
Novalis
L’etimologia della parola grottesco deriva da grotta. Si riferisce agli arabeschi ritrovati in edifici antichi seppelliti sotto terra, in particolare le Terme di Tito a Roma, elementi murari che sembrano avere a un primo sguardo una mera funzione decorativa. Rinvenuti durante il Rinascimento hanno ispirato Raffaello e Leonardo, quali possibilità di unione fra mondo animale e umano, figure che si contorcono e hanno come elemento conduttore trame vegetali, la creazione di un “impasto” multiforme che suscita al contempo un guizzo ironico e una profonda ansia. Qualche secolo più tardi Freud avrebbe definito questo tipo di effetto unheimlich, perturbante. Le figure di Sergio Padovani conducono a questa reazione, lattee come se fossero appena uscite da un qualche antro, canzonatorie e al contempo disperanti – dissacranti – ci suggeriscono il portato dell’unione fra ragione e fantasia nel racconto di una storia che crea vuoti che sta al fruitore riempire, per condurlo a una catarsi dell’oscuro presente nell’animo umano."
Charlotte Ossicini
WWW.SERGIOPADOVANI.IT
SERGIO PADOVANI
Nato a Modena il 25 Aprile 1972, dove vive e lavora.
Suona per diversi anni in numerosi progetti musicali sempre finalizzati alla ricerca ed alla sperimentazione, poi il suono si è trasformato in immagine. Il concetto artistico rimane invariato.
La ricerca pone i suoi fondamenti sul corpo e l'inadeguatezza fisica e morale. Il grottesco, immobile, rivelarsi al giudizio dell'umana curiosità. La narrazione dell'inesplicabile indagine sulla corporeità, delle sue miserie e della sua bellezza, sempre e comunque.
La rivendicazione dell'imperfezione e della sua autocompiaciuta purezza.
sergiopadovani@hotmail.it
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“Un accenno che dilaga come se un barlume di malinconia si frantumasse all'interno di un sogno oscuro, dove le regole sono autodefinite e perfettamente funzionanti attorno all'etica della
decadenza e dell'estetica dell'orrido.
Un reale che si estrinseca in titolazioni letterarie che fungono da appendice all'immagine e che si palesa attraverso pennellate che costruiscono realtà sorridenti lontane da qualunque spavento.
Sergio Padovani sembra subire la seduzione di un deforme che ha superato l'accettazione della propria straordinarietà come se non fosse mai stata un dato negativo.
L'alienazione dei suoi personaggi - magistralmente evocati dalla generatività di un pennello esemplare si pongono sulla scena come una piccola masnada di attori alienati, animati da un respiro di normalità che fa delle loro carni un luogo di esperienze quotidiane, in cui essi stessi sono la regola“.
Viviana Siviero
(Arte Laguna International Art Prize 2009 )
Principali mostre collettive:
PREMIO ARTE 2007, ottobre/novembre 2007, palazzo della Permanente, Milano
UNA QUOTIDIANITA' IRREPARABILE, marzo 2008, Losguardodell'altro, Modena
AQUA, luglio-agosto 2008, Premio Vasto ,palazzo d'Avalos, Vasto-CH WAY, maggio 2009, Atelier Kkien, Milano
FRICTION, luglio 2009, Spilamberto , Modena
LA BELLEZZA E IL DISINCANTO, novembre 2009, Piccola Galleria, Asolo (TV)
PREMIO INTERNAZIONALE ARTE LAGUNA, marzo 2010, Tese Dell'Arsenale, Venezia
CENTOPERCENTOPERIFERIA, Mostra itinerante, quadratonomade, Roma
PREMIO COMBAT, maggio 2010, Bottini dell'Olio, Livorno
TRACCE 2010, luglio 2010, Castello di Sarzana, Casina, Reggio Emilia
NEXT STEP (Nell'ambito di STEP 09), novembre 2010, Galleria Wannabee, Milano
MARYLIN NO MORE, dicembre 2010, Galleria Wannabee, Milano
LA VITA IN UNA BATTUTA, aprile 2011. Asta benefica. Collaborazione Wannabee gallery/Crhistie’s
DALLA BIENNALE. Palazzo Morigi, Piacenza, giugno 2011 a cura di Maurizio Caprara
SOTTO L'ALBERO, dicembre 2012, Galleria Wannabee, Milano
54°BIENNALE DI VENEZIA. PADIGLIONE ITALIA, febbraio 2012, Sez.Regionale,a cura di Vittorio Sgarbi,Torino
QUADRATONOMADE. Palazzo delle Esposizioni, a cura di 100x100Periferia, Roma
ARTQUAKE. Musei civici di Reggio Emilia, luglio 2012, a cura di Alberto Agazzani
Premi e riconosciment:i
FINALISTA Premio Arte 2007
VINCITORE Premio Yicca 2009
VINCITORE Premio Arte Laguna 2009 Sez.Pittura
VINCITORE Premio speciale Galleria Wannabee
FINALISTA Premio Combat
FINALISTA Premio Celeste 2010
SELEZIONATO per la 54° BIENNALE DI VENEZIA.PADIGLIONE ITALIA sezione regionale, Torino
Mostre personali:
NESSUNA RESURREZIONE PER I BAMBINI CATTIVI
Galleria Lo Sguardo dell'Altro
A cura di Marinella Bonaffini
14 dicembre 2007 – 16 gennaio 2008, Modena
IL TUO CORPO E' IL DOLCE VILIPENDIO
Sala Truffaut, Galleria Lo Sguardo Dell'altro
A cura di Marinella Bonaffini e Marco Rebeschi
29 gennaio 2009 - 4 marzo 2009, Modena
L'APOCALISSE TI DONA
Wannabee Gallery
A cura di Viviana Siviero
15 marzo 2011 – 05 aprile 2011, Milano
IL LUNEDÌ È GRAZIA E DISTORSIONE
Piccola Galleria Arte Contemporanea
A cura di Emanuele Beluffi
27 giugno 2011 – 27 luglio 2011 ,Bassano Del Grappa (VI)
LE VOSTRE OMBRE ASSOMIGLIANO A GHIGLIOTTINE
Sourmilk Art Gallery
A cura di Irene Perino
10 dicembre 2011 – 07 gennaio 2012, Menzago di Sumirago (MI)
EINE KLEINE NACHTMUSIK
Wannabee Gallery
A cura di Emanuele Beluffi
10 maggio 2012 -10 settembre 2012, Milano
SERGIO PADOVANI
sergiopadovani@hotmail.it
WWW.SERGIOPADOVANI.IT
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27 settembre 2012
29 febbraio 2012
SIDE OUT – artisti per casa? a Flash Fm
Martedì 6 marzo 2012, Sara Ugolini e Marta Cannoni parleranno dell'iniziativa SIDE OUT – artisti per casa? a Flash Fm - la trasmissione radiofonica dei portali delle Politiche Giovanili del Comune di Bologna.
La trasmissione va in onda in diretta ogni martedì dalle
17.00 alle 18.00 sulle
frequenze di Punto Radio 87.7 e 87.9 e in
streaming su www.puntoradio.tv
08 marzo 2011
Cerchio di gesso - installazione e video arte in memoria di Francesco Lorusso e del movimento studentesco del '77

'Cerchio di gesso' - installazione e video arte in memoria di Francesco Lorusso e del movimento studentesco del '77
a cura de Il Cigno Meccanico
"tutte le identità non sono che simulate, prodotte come un effetto ottico, attraverso un gioco più profondo che è quello della differenza e della ripetizione"
...GILLES DELEUZE
‘Cerchio di gesso’ si sviluppa da una riflessione sulla congiuntura storico culturale di fine anni ‘70. La constatazione delle interferenze tra la situazione attuale e quella passata e la volontà di intraprendere una ricerca non impostata su metodi abituali hanno dato luogo ad un processo di rimediazione: la significativa serie di eventi che aveva investito Bologna nel marzo del 1977 è stata rielaborata secondo punti di vista personali e attuali. La necessaria fase di ricognizione delle informazioni alla base di ogni lavoro non è da intendersi come esito finale di un’indagine, ma, al contrario, come input iniziale di un groviglio di percorsi che conducono ad una ripresentazione del passato in una moltitudine di possibili ripetizioni differenti. La distanza temporale si traduce in una distanza concettuale: il passato non viene rappresentato, ma viene ri-presentato attraverso azioni concrete veicolate dall’utilizzo di diversi mezzi espressivi. I dati originari non sono riproposti in modo diretto e anacronistico, sono immersi nella contemporaneità perché sottoposti a variazioni attuate e radicate nel presente. L’intento di tali operazioni, infatti, è racchiuso nel duplice tentativo di evitare una semplice rievocazione di episodi remoti e permettere anche al fruitore di orientarsi autonomamente nell’intreccio di diversi percorsi interpretativi elaborati intorno ad una medesima tematica.
Da venerdì 11 marzo 2011 a lunedì 14 marzo 2011
orario: 20.00-22.00
15 gennaio 2011

Inaugurazione Sabato 15 gennaio ore 18.00
Dal martedì alla domenica dalle 17.00 alle 20.00
...Per info: 338 3012252 347 5344312
Francesca Acerbi si è avvicinata al linguaggio espressivo della pittura dopo aver seguito un percorso eterogeneo che l’ha condotta ad esplorare ambiti quali la decorazione murale, l’incisione e la lavorazione del vetro: esperienze attigue o direttamente riconducibili al territorio delle arti visive, che hanno certamente influito, seppur in maniera implicita, sullo sviluppo della sua produzione artistica.
L’esigenza di lavorare a creazioni autonome, tuttavia, deriva da una indagine e un percorso intimo, ispirati dalla filosofia orientale.
E’ durante un soggiorno a Pune, in India, in una ambiente in cu il tempo è scandito da ritmi originari e spontanei, che Francesca inizia effettivamente a dedicarsi alla pratica artistica slegata dalle richieste delle committenze, realizzando una serie di acquerelli il cui soggetto primario è la Natura. Si tratta di composizioni in cui la vegetazione attinge alle tonalità del fantastico, dove spiccano sovrapposizioni e trasparenze vitree; intricati intrecci di masse arboree in cui l’attenzione per i dettagli e la resa realistica generano un contrasto, al limite dell’ossimoro, con la gamma di colori cangianti, che varia da intense sfumature di turchese e violetto fino a bianchi opalini. Quella rappresentata non è una Natura mimetica, ma un paesaggio altamente immaginifico, quasi una metafora visiva per sondare la sfera interiore.
Questa tematica costituisce il filo rosso che collega i primi lavori del periodo “indiano” con quelli della fase successiva, nei quali, cessata la necessità di utilizzare un linguaggio simbolico, l’artista prosegue l’analisi degli impulsi più profondi e celati, misurandosi con la raffigurazione di volti e corpi, già apparsi, in forma letteralmente embrionale, in alcune opere del 2002.
All’introduzione della figura umana corrisponde anche la scelta di abbandonare le leggerezza dell’acquerello e affidarsi ad un materiale corposo come il colore ad olio, declinato in gradazioni terrose e applicato generosamente in tutte le tele in cui sono colte le espressioni più rappresentative dell’emotività, messe a fuoco tramite visi e sguardi assai differenti tra loro, che spesso appaiono isolati su sfondi immateriali.
L’evoluzione della ricerca di Francesca Acerbi si configura come un viaggio che ha preso avvio dall’osservazione personale e, poco a poco, si è aperta ad un’analisi meno individuale, allargata alla sensibilità altrui.
Marta Cannoni
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