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14 giugno 2011

@ Bellezza Orsini ,16 giugno 2011 _ Il Teatro della Beffa presenta ESCURIALE - liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode


ESCURIALE
liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode

Orchestrazione: Yuri Dini.
Alessio Berre: Violino, Analogie, Kazoo e Voce narrante.
Yuri Dini: Voci, Bouzoukaki, Campanaccio, Diamonica e Danze.

Durata: circa 50 minuti
ingresso 5 euro
info: bellezzaorsini@gmail.com
3927159946

Questo spettacolo, liberamente tratto dall’omonima pièce di Michel de Ghelderode, costituisce l’ultimo sforzo della Compagnia. La trama che lo scrittore belga tesse in questo atto unico è semplice e potente: un re, fra le mura del suo palazzo, è ossessionato dal continuo latrare dei cani (a cui fan eco le campane), irrequieti per la morte che aleggia, tutto pervade e, in un paradossale immobilismo, sembra non volersene andare. La regina, grande figura che nella sua assenza muove l’intero dramma, si sta spegnendo. Lungi dall’idea di prostrarsi dinanzi all’imminente lutto, il re si dibatte, cinicamente, per trovare al fondo di tanta miserabile angoscia un risata viscerale che spazzi via ogni angustia. Invoca l’aiuto di Folial, il geniale buffone di corte, spirito fiammingo dall’umore nero e macabro, unico compagno possibile per un re con siffatti gusti…ma questi è triste, stanco, e l’impresa d’estorcergli una battuta, un motto di spirito, si rivela profondamente fallimentare. Profondamente, appunto, poiché nel vertiginoso contorcersi dell’azione, ricca di travestimenti, scambi di ruoli, parole e segreti indicibili, una nuova realtà va a fondare con toni cupi e deliranti la suddetta cornice.
Si svela il retroscena d’un re, incarnazione del potere, che l’Amore non si degnò mai di sfiorare; Incoronato, certo, ma costretto a violare ogni notte il corpo della femminilità regina che non può offrirgli che il suo muto disprezzo…mentre la sua intimità, incantevole fiore, schiude in una notte irrequieta all’ombrosa umanità del buffone.
La Compagnia si è posta dinanzi a tale intreccio con una sorta di preventivo distacco, tutt’altro che brechtiano. Essenziale innanzitutto respirarne la strutturale potenza, le sue contraddizioni e Crudeltà, incarnate nelle due figure, imperfette, del re e del buffone.
Lontani da ogni tentativo di immedesimazione psicologica, queste sono state concepite come maschere, e come tali indossate, in un movimento d’affermazione e metamorfosi che oscilla fra disgregazione ed incanto.

Specifiche tecniche: forti di un percorso nell’orizzonte della site specific performance la Compagnia tenta di adattare il nucleo del presente spettacolo ai luoghi che di volta in volta la ospitano. Escuriale dunque si presenta tanto nella veste della lettura-concerto (in cui ad una scena scarna corrisponde il potere evocativo della musica e della parola) quanto in una versione arricchita dalla presenza di altre figure (coro di danzatrici) e linguaggi (una scenografia costruita con materiali di scarto, spettrografie e giochi di luci ed ombre).
Teatro della Beffa



Il Teatro Della Beffa è una compagnia indipendente che nasce nel 2006 fra Bologna e Firenze costituendosi attorno alla ricerca su tre nuclei fondamentali: il corpo, la musica e la parola.
Ponendosi già dai primi passi in alternativa ai circuiti di rappresentazione maggioritari si è presto imbattuta nell’arduo compito di crearsi un’estetica originale appoggiandosi su un numero di precedenti storici esiguo ma importante.
Primo fra tutti Antonin Artaud, con la sua poetica della Crudeltà ed il grido nato dalle sue carni martorizzate contro la massificazione, l’appiattimento e la miseria del vivere moderno.
Sensibili alla direzione verticale da questi magistralmente impartita ad un certo tipo di teatro di ricerca si è posto in atto un percorso di studio dei singoli linguaggi summenzionati.
Per quanto riguarda il Corpo, dopo un approccio iniziale improntato allo studio del mimo attraverso i metodi di Lecoq e Decroux, è avvenuta una netta sintonizzazione sulle frequenze della Danza Butoh. Questa, che ancora costituisce un riferimento fondamentale, si è poi arricchita della pratica di discipline energetiche quali lo Yoga, il Tai Chi e Chi Gong.
La Musica, il cui interesse precede e fonda quello per il teatro, è stata praticata negli anni seguendo molteplici suggestioni; ne offro un breve elenco: Noise, Post-rock, Improvvisazione radicale tanto con strumenti tradizionali del Mediterraneo quanto con oggetti di uso domestico e rifiuti (filtrati da processori analogici e digitali). La totalità degli spettacoli e delle performance che la compagnia ha messo in scena si è avvalsa della composizione di musiche originali.
Infine la Parola, al cui contagioso incanto siamo stati iniziati da Carmelo Bene, è stata da sempre indagata per il suo potere evocativo, cercata nelle sue risonanze intime e fisiologiche, come parola poetica.
Questi elementi, talvolta integrati con videoproiezioni e con fasi di costruzione coreografate di elementi scenici, si è sempre cercato di orchestrarli organicamente in modo da offrire allo spettatore un’Esperienza vissuta della realtà pregnante che la moderna quotidianità s’adopera sistematicamente a celare.
Contatti: ilteatrodellabeffa@gmail.com

12 maggio 2011

@Bellezza Orsini - mercoledì 18 maggio 2011_ Teatro della Rabbia presenta "Altrove", Spettacolo itinerante da "Le città invisibili" di Calvino


ALTROVE
Spettacolo itinerante da "Le città invisibili" di Calvino.
Con Valentina Palmieri e Nicola Fabbri. Musiche originali di Roberto Passuti. Regia di Francesca Migliore.

"Che cos'è oggi la città per noi? Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. "
Italo Calvino

Il viaggiatore torna e riparte in continuazione, e racconta delle città che ha... visto. Tutte queste città sono luoghi possibili ma anche inventati, spazi onirici dove la realtà e la fantasia si confondono, dove si incontrano persone perdute da anni, dove si stringono alleanze e si tentano scommesse sulla propria esistenza. L'altrove è un luogo che i tre personaggi, quelli a cui viene raccontato il viaggio, provano a immaginare, e spesso la loro fantasia raggiunge questi luoghi e li trasforma, rendendoli vicini e abitabili. Uno spettacolo tutto incentrato sullo sguardo affascinato sulle cose, tra ironia, malinconia e leggerezza. Lo spettatore viene catturato dal mondo stupito e curioso dei personaggi, si identifica con loro, sente proprie le loro esperienze e si trasforma. Mai nessun viaggio se non questo ha potuto dimostrare che «tutto ciò che è qui è altrove; e tutto ciò che non è qui non è da nessuna parte».


-- Posti limitati Si consiglia la prenotazione inviando un sms al 3397746956 (fino a un’ora prima dello spettacolo) oppure una e-mail a ilteatrodellarabbia@libero.it entro la mezzanotte del giorno precedente.

03 maggio 2011

L'attentatrice - al di là del muro di tutte le discordie



Le associazioni culturali "Libri e dintorni" e "Rancurarte" presentano


L'attentatrice - al di là del muro di tutte le discordie


spettacolo teatrale con

Debora Pometti
Valeria Vicentini
Francesco Ferrari

7 e 8 maggio ore 21.00

ingresso: 5 euro

causa posti limitati si raccomanda la prenotazione

cell. 392 7159946 email: bellezzaorsini@gmail.com



“Qualcuno si è fatto esplodere in un ristorante, ci sono molti morti e
numerosi feriti”, è stata una strage: confusione e superlavoro
all’ospedale dove si opera senza sosta, senza neppure il tempo di
provare pietà.
La voce narrante è del dottor Amin Jaafari, un medico arabo
naturalizzato israeliano che vive e lavora a Tel Aviv. Dopo ore
interminabili passate in sala operatoria, ritorna a casa per essere
risvegliato da una telefonata, e tornare in ospedale subito: sua
moglie è morta nell’attentato. E’ necessario riconoscerla … E’ forse
lei l’attentatrice? Amin Jaafari va in pezzi, tutta la sua vita si
sgretola, quello per cui ha lottato perde significato, oppure lui è
incapace di ritrovarne il senso. Una duplice sofferenza, quella di chi
è stato deprivato dell’identità costruita con fatica negli anni e
quella del marito e amante che ha perso fisicamente la sua donna e
dubita anche di averla mai conosciuta. Chi era Sihem? Chi o che cosa
avrebbe potuto spingerla ad avvicinarsi al movimento estremista? Amin
Jaafari è ferito nell’orgoglio, si sente tradito -per una causa? per
un amante?- e inizia il viaggio. Viaggio verso Betlemme, Nazareth e
Jenin, dove si annidano i terroristi e viaggio nel mondo a cui
apparteneva una volta e da cui si è allontanato, credendo che
l’integrazione fosse la soluzone. Un ritorno alla terra e alla casa
della sua famiglia, per cercare di capire. Lui che è un medico e che
ha scelto di dedicare la sua vita a salvare la vita altrui, può
ammettere una lotta che distrugge la vita indiscriminatamente? Un
personaggio raccontato a tre voci e la sfida di narrare una storia
sempre accesa e piena di contraddizioni che attraversa ancora il
nostro secolo.

Ass. "Libri e dintorni" e "Rancurarte"

22 aprile 2011

Catalogo Tracce - mostra collettiva



Grazie a Stefano De Longhi per la realizzazione di questo catalogo gratuito e fruibile!

E grazie a tutti gli artisti per aver reso possibile questo evento:

Andrea Palamà
Arianna Piazza
Dario Molinaro
Emanuele Puzziello
Fabio Mazzola
Flavio Romualdo Garofano
Francesca de Cesare
Giacomo Bagnara
Luigi Copello
Luigi Massari
Pasquale de Sensi
Patrizia Emma Scialpi
Pierpaolo Febbo
Sam Punzina
Stefano De Longhi

10 aprile 2011

@ Spazio Bellezza Orsini mercoledì 13 aprile · 21.00 - Rosa di ghiaccio, Ricordi di Romy Schneider


Rosa di ghiaccio Ricordi di Romy Schneider spettacolo di prosa e canzoni

Con Fabiola Ricci e Nicola Fabbri
Voci recitanti Nicola Fabbri, Fabio Farnè, Anita Giovannini,
Antonio Koch, Edoardo Migliore, Valentina Palmieri, Fabiola Ricci
Contributi audio nei filmati, arrangiamento basi Riccardo Nanni
Regia e musiche originali video Roberto Passuti
Regia Teatrale Francesca Migliore


Cosa sappiamo di Romy Schneider? I giornali ci hanno svelato la sua vita in technicolor: un' infanzia dorata, gli esordi scintillanti in Sissi, la tumultuosa storia d'amore con Alain Delon, la tragica morte del figlio... Tuttavia gli innumerevoli volti di Romy sembrano raccontare un'altra storia. Cominciata molto giovane la carriera cinematografica, il suo più grande successo fu senza ombra di dubbio la trilogia, popolarissima ancora oggi, di Sissi. Per milioni di spettatori nel mondo Romy e Sissi non sono altro che la stessa persona. Ma se i destini singolari di queste due donne presentano delle inquietanti somiglianze, Romy trascorrerà tutta la vita in fuga da questo ingombrante ruolo di giovinezza. La sua passione per Alain Delon precipita il suo volo incerto verso Parigi, da dove partirà un percorso artistico di rilievo, con registi del calibro di Visconti, Deray, Sautet, Welles, Preminger, mentre la sua vita privata inanellerà delusioni e fallimenti. Prendendo le mosse dalla biografia di Romy Schneider, questo spettacolo si propone di tratteggiarne un ritratto completo e ricco di sfumature attraverso brani di film recitati dal vivo, montaggi video, canzoni in francese e tedesco. Un vero omaggio ad un'attrice che l'anno scorso avrebbe compiuto settant'anni se un tragico destino non l'avesse trascinata lontano da se stessa e dal suo pubblico.

Teatro della Rabbia
www.teatrodellarabbia.com

30 marzo 2011

IDEA SOLIDA – 6 aprile, reading musicale di Solidea Ruggiero


6 aprile ore 21.00


IDEA SOLIDA reading musicale



All'interno la mostra collettiva TRACCE


IDEA SOLIDA è un progetto sperimentale, realizzato assieme ai musicisti Paolo Erica e Lucio Lambertelli, che gira da un anno in Italia, tra location live, teatri, librerie, circoli, e festival, aprendo i concerti ai Massimo Volume, Marco Notari, Bob Corn, Mister Milk, Lili Rrefrain (collaborazione e performance). Un reading musicale, un concerto in parola, una perfomance teatro/canzone tratto dai testi di Solidea Ruggiero, autrice e scrittrice (pubblicati per Prospektiva Editrice, Collana GNU, UT rivista letteraria, NIGHT ITALIA) accompagnato da due videoinstallazioni degli artisti Massimo Barberio e Massimiliano Bartolini.


www.facebook.com/solidea.ruggiero

www.myspace.com/solidear

http://soundcloud.com/solidearuggiero


Per info:

bellezzaorsini@gmail.com

Niccolò 3927159946


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Solidea Ruggiero sta terminando la sua prima raccolta di racconti editi e non, con allegato il cd dei brani dello spettacolo IDEA SOLIDA, che verrà pubblicata nel 2011.

Ad oggi IDEA SOLIDA:
- Giugno‘09: Museo della Petraia (AP), inaugurazione mostra Collettiva ARTEINSIEME.
- Ottobre ‘09: Caffè Montegrappa (FIRENZE) presentazione rivista Prospektiva Editrice, apertura del concerto di FOR THE ROSES.
- Dicembre ‘09: Salotto MUzika – Arteria (BOLOGNA), apertura del concerto di Marco Notari
- Dicembre‘09: MartediLive Pao Long Beach (S. Benedetto del tronto- AP) apertura concerto di BoB Corn ;
- Gennaio ‘010: Circolo Culturale Piazza Dante (TERAMO)apertura del vernissage ,mostra fotografica, di Agnese Casolani ;
- Gennaio 010': Brevevita Videobar (AP) BOMBE Acustiche, apertura del concerto di Mister MILK
- Marzo 010: Galleria TRALEVOLTE (ROMA) ospiti dell'installazione dell'artista Marco FIoramanti
- Aprile 010: Teatro Concordia (S. Benedetto del tronto - AP) apertura del concerto dei Massimo Volume.
- Luglio 010: Ospite del FESTIVAL COLLI ARTE ( COlli del tronto- AP)
- Luglio 010: apertura del concerto degli JOLAURLO, Geko (S.Benedetto del Tronto -AP)
- Agosto 010: apertura del vernissage di BARBARA Agreste -Roseto degli Abruzzi.




Biografia: Solidea Ruggiero, nell'attesa di divenire uno "scrittore", pubblica da anni,per la narrativa, brani, e racconti brevi per varie riviste culturali, d'arte e letteratura, ultime di queste: UT, rivista di fatti culturali ed arte, ProspeKtiva, rivista letteraria; NIGHT MAg ITalia di Anton Perich e Marco Fioramanti.

Dal 2003 si occupa di arte contemporanea: recensioni per l'arte pubblicando su Exibart, Segno, L'Urlo, etc tutte riviste nazionali d'arte.

Dal 2007 è l’ideatrice ed il direttore del portale culturale d'arte e comunicazione www.artevizi.net, e assieme al suo staff è l'ideatrice e organizzatrice di eventi e mostre personali e collettive, le due più importanti:
IL FALO' DELLE VANITA' 08 ( rassegna durata 6 mesi con 36 artisti di fama nazionale, con il coordinamento di dell'artista Nazareno Luciani)
MAEXPO'09 ( MUSIC ART EXP0' rassegna DI ARTE E MUSICA E LETTERATURA di 26 artisti).
Artisti curati e recensiti:
Marco Cardone, Attilio Cianfrosca, Ivana Spinelli col progetto Global Pin Up, Francesca Casolani, Agnese Casolani, Dante Marcos Spurio, James Vinicius Vallorani, Paola Babini, Mauro Bendandi, Paolo Buzzi, Sandra D’Aurizio, Luca de Angelis, Matteo Fuzzi, Francesca Gentili, Rossella Ghezzi, Giovanni Galiardi, Fabiana Guerrini, Kostantinos Karapidakis, Andrea La Rocca, Renzo Marasca, Arianna Marinelli, Silvia Mariotti, Gabriele Minelli, Giovanni Neroni, Nikolic Nemanya, Mara Nitti, Elena Nonnis, Chiara Palermo, Giorgio Pignotti, Florinda Recchi, Elisabetta Scansa, Rita Soccio, Francesca Stifani, Flavio Zampaloni, Liana Zanfrisco, Claudio Simonetti, Rebecca Orrù, Camilla Di Bonaventura, Lucio Patone, Alessandra Veccia, Gaia Calcagni, Serenella Tomassini, Francesco Viscuso - WERT, Erman Izzi, Giusi Pica, Simone Zaccagnini, Flavio Romualdo Garofano, Massimo Barberio, Silvio Giordano

21 marzo 2011

Tracce - mostra collettiva













Elenco Artisti:
Andrea Palamà
Arianna Piazza
Dario Molinaro
Emanuele Puzziello
Fabio Mazzola
Flavio Romualdo Garofano
Francesca de Cesare
Giacomo Bagnara
Luigi Copello
Luigi Massari
Pasquale de Sensi
Patrizia Emma Scialpi
Pierpaolo Febbo
Sam Punzina
Stefano de Longhi

Date: dal 1 al 30 aprile 2011 dal giovedì al sabato dalle 18:00 alle 20:00 (altri giorni compresa la mattina solo su prenotazione).
Ingresso libero con tessera associativa (costo 1 euro)

info: 3408882842 - 3383012252
bellezzaorsini@gmail.com

Tracce

C’è una volontà comune nelle arti figurative contemporanee di rappresentazione meta-simbolica e meta-oggettiva non solo della realtà, ma anche dell’immaginario collettivo che oggi è più che mai suggestionato da una moltitudine di stimoli e contaminazioni culturali. Dalle stratificazioni di background urbani e suburbani fino alle fascinazioni visionarie di certo populismo pop e folk della “società delle immagini”, l’arte trae ispirazione e codifica un linguaggio versatile e formale che si configura come uno strumento di comunicazione alternativo, cioè come tipo di comunicazione pura il cui messaggio risulta aderente alla facoltà di in-formare la realtà, senza però tralasciare la componente estetica. In qualche modo, dunque, le arti figurative assolvono a un doppio dovere, quello etico riferito alla responsabilità dei contenuti, e quello dell’armonia compositiva che resta alla base dell’opera, rispondendo così all’esigenza del contemporaneo di semplificare e rendere più leggibile il presente. La collettiva Tracce nasce come espressione del bisogno di ritagliare alle opere e agli artisti degli spazi di azione narrativa che mettano in evidenza la molteplicità dei modi di espressione creativa e della poetica del racconto. Il concetto stesso di traccia, infatti, sottende sempre un racconto, una spazio-temporalità connaturata alla presenza inequivocabile di un segno, che in questo caso risulta essere indicato proprio dalle opere in mostra. Quindici gli artisti invitati, a partire da Andrea Palamà che con una pittura densa, dalle pennellate fluide e corpose, disegna una mappatura del suo paesaggio interiore attraverso frammenti di immagini “esteriori” catturate dalla rete e amalgamate in un unicum compositivo. Affini per molti aspetti sono i dipinti di Emanuele Puzziello, caratterizzati anch’essi da un segno pittorico molto materico e compatto, e abitati da soggetti e personaggi che vengono esibiti con intensa forza comunicativa e senza filtri. Ad un tipo di narrazione favolistica appartengono di lavori di Arianna Piazza e Sam Punzina: la prima attratta e influenzata dalle forme del microcosmo organico, da vita a nuovi protagonisti di una favola aliena, mentre la seconda, affascinata dal biomorfismo, evoca atmosfere trasognate e surreali attraverso una rilettura degli elementi naturali resi con smalti brillanti e colorati. Ispirate ad una natura arcana e magica sono le opere di Patrizia Emma Scialpi che in una commistione di collage e pittura, compone un tracciato della memoria segnato da soggetti dalla naturalità impossibile. Una panoramica sulla crisi identitaria dell’uomo contemporaneo raccontano i lavori su carta di Luigi Massari, che offrono otto possibili letture per immagini delle deviazioni e degli effetti più comuni dei processi di spersonalizzazione, seguiti dagli scatti di Flavio Romualdo Garofano che sottolineano il valore indicale della fotografia, conferendo alle immagini tratte dalla quotidianità un valore assoluto di traccia del reale. Più aderenti stilisticamente ai modi dell’illustrazione e della grafica le opere di Dario Molinaro, presente con quattro lavori a china su carta in cui la precisione dei dettagli risolve la complessità figurativa dell’insieme, i disegni di Francesca de Cesare, che attraverso un tratto minimo ed essenziale, intervallato da brevi campi di colore, esprime stati d’animo personali e collettivi, gli interventi geometrici ma precari delle costruzioni sospese nel bianco di Giacomo Bagnara, le memorie nostalgiche di Pierpaolo Febbo raffigurate attraverso le associazioni simboliche di elementi zoomorfi o antropomorfi e altri naturali, con un linguaggio segnico che guarda all’essenziale della rappresentazione, e per finire i personaggi grafici e stilizzati di Stefano de Longhi, che definisce proprio nella semplicità della composizione pittorica la sua cifra stilistica. Più complesse le tecniche miste su carta di Fabio Mazzola, ogni disegno infatti, come nella costruzione di un edificio, racconta una storia partendo dalle fondamenta e sviluppandosi su più piani della rappresentazione e della narrazione. Surreali e suggestivi gli acquerelli di Luigi Copello: la pennellata diluita disegna paesaggi onirici sospesi in atmosfere magiche popolate da animali e oggetti dalla presenza inquietante. Per finire i collage di Pasquale de Sensi, in cui psichedelia, cultura punk e influenze pop-folk configurano un linguaggio ad un tempo fresco ma ipnotico.

Francesca De Filippi


La mostra è ospitata all'interno dello spazio Bellezza Orsini - sede legale dell'associazione Teatro dell'Otium (Otium Teatro) - che opera, da poco più di un anno, nel panorama culturale bolognese promuovendo giovani artisti figurativi e dello spettacolo dal vivo.


sarà presente un piccolo banchetto di "Bozze Editoria Libera", dove saranno esposti fanzine e libri pubblicati in autoproduzione.
http://bozze.tumblr.com/

14 marzo 2011

Distruzione, lei disse - da un racconto a tema lesbico di Violette Leduc


mercoledì 16 marzo ore 21.00

Bellezza Orsini

Piazza di Porta Mascarella 2 (di fronte al parcheggio, dal lato opposto alla farmacia all’inizio di Via Mascarella)

Teatro della Rabbia presenta

Distruzione, lei disse - da un racconto a tema lesbico di Violette Leduc


con Valentina Palmieri e Sara Ottavia Carolei
Musiche originali Roberto Passuti
Regia Francesca Migliore

Posti limitati Si consiglia la prenotazione inviando un sms al 3397746956 (fino a un’ora prima dello spettacolo) oppure una e-mail a ilteatrodellarabbia@libero.it entro la mezzanotte del giorno precedente.
Ingresso 7€ (+ 1 € tessera otiumteatro)

Questo spettacolo è ispirato al racconto Thérèse et Isabelle, della scrittrice francese Violette Leduc, nata del 1907 in Francia. Scrittrice straordinaria e dallo stile singolare e visionario, ricco di immagini metaforiche di grande originalità poetica, non riconducibile ad alcuna corrente letteraria, ebbe una vita tormentata, piena di sofferenze angosciose, di odio, di emarginazione, di narcisismo e di solitudine. Il racconto che vi proponiamo nasce da un’esperienza autobiografica dell’autrice, che all’età di diciotto anni conobbe in collegio una coetanea, Isabelle, che le ispirò un’inattesa e bruciante passione. Isabelle fu la rivelazione del piacere, la scoperta dell’altro, il ritorno alla dolcezza del ventre materno. L’impossibilità di consumare fino in fondo l’incontro a causa del perbenismo dell’epoca, portò l’autrice a rivivere incessantemente negli anni il ricordo di questa relazione, fino a scegliere di condividerlo con i suoi lettori.
La regia ha voluto rendere il ritmo spasmodico della scrittura della Leduc, passando attraverso un ibrido performativo intessuto di suggestioni di danza moderna e di arti marziali. Dalla lettura scaturiscono via via immagini musicali, sensoriali e fisiche che danno corpo alla ricca compagine di metafore e visioni che con il racconto prendono vita.

08 marzo 2011

Cerchio di gesso - installazione e video arte in memoria di Francesco Lorusso e del movimento studentesco del '77



'Cerchio di gesso' - installazione e video arte in memoria di Francesco Lorusso e del movimento studentesco del '77

a cura de Il Cigno Meccanico

"tutte le identità non sono che simulate, prodotte come un effetto ottico, attraverso un gioco più profondo che è quello della differenza e della ripetizione"
...GILLES DELEUZE

‘Cerchio di gesso’ si sviluppa da una riflessione sulla congiuntura storico culturale di fine anni ‘70. La constatazione delle interferenze tra la situazione attuale e quella passata e la volontà di intraprendere una ricerca non impostata su metodi abituali hanno dato luogo ad un processo di rimediazione: la significativa serie di eventi che aveva investito Bologna nel marzo del 1977 è stata rielaborata secondo punti di vista personali e attuali. La necessaria fase di ricognizione delle informazioni alla base di ogni lavoro non è da intendersi come esito finale di un’indagine, ma, al contrario, come input iniziale di un groviglio di percorsi che conducono ad una ripresentazione del passato in una moltitudine di possibili ripetizioni differenti. La distanza temporale si traduce in una distanza concettuale: il passato non viene rappresentato, ma viene ri-presentato attraverso azioni concrete veicolate dall’utilizzo di diversi mezzi espressivi. I dati originari non sono riproposti in modo diretto e anacronistico, sono immersi nella contemporaneità perché sottoposti a variazioni attuate e radicate nel presente. L’intento di tali operazioni, infatti, è racchiuso nel duplice tentativo di evitare una semplice rievocazione di episodi remoti e permettere anche al fruitore di orientarsi autonomamente nell’intreccio di diversi percorsi interpretativi elaborati intorno ad una medesima tematica.

Da venerdì 11 marzo 2011 a lunedì 14 marzo 2011

orario: 20.00-22.00

01 marzo 2011

TEATRO TRASFORMATORE ED ENNEAGRAMMA


Venerdì 4 marzo 2011 alle 21.00

Spazio culturale Bellezza Orsini
Piazza di Porta Mascarella 2/2 Bologna

TEATRO TRASFORMATORE ED ENNEAGRAMMA

Il Teatro Trasformatore si realizza con l'esplorazione delle aree più nascoste della personalità, attraverso un modello di interpretazione fondato su teorie apprese da tecniche psicoterapiche della Gestalt, della Terapia Sistemica (Costellazioni Familiari) e la Psicologia degli Enneatipi (Enneagramma), preparato dallo stesso conduttore del seminario. Il lavoro si svolge attraverso la rapprese...ntazione teatrale, individuale e in gruppo, del “ruolo” a cui siamo stati abituati a recitare, copione adottato per difenderci dall’ambiente vissuto da bambini o nella prima adolescenza e che ha limitato la individualità a favore di un’altra “persona” che ha appreso a sua volta, a recitare “qualcuno” diverso dal vero sé. L’individuazione di tale “rappresentazione”, offre la possibilità di scoprire una parte nascosta di noi stessi scalpitante di esprimersi liberamente, che aspetta di donarsi possibilità nuove per vivere la propria esistenza in maniera autentica, leggera e di esprimere le personali vitalità e creatività.

CONDUCE: Alfonso Amatore Counselor ad indirizzo psicologico
- Da oltre dieci anni segue gli insegnamenti sulll’ENNEAGRAMMA col Maestro prof.Claudio Naranjo, che ne conserva la diffusione in tutto il mondo
-Conduce sessioni di Costellazioni Familiari
- Ha seguito formazione specifica in PNL, ipnosi, interazione col profondo, legge di attrazione.
- Grazie all’esperienza maturata nelle varie tecniche di Meditazione, ha sviluppato la capacità a spiegare in modo pratico e semplice la capacità di stare “nel presente” e a sviluppare la possibilità a provare “Pace per la vita” (Idee Sacre).

Info e prenot. 3336680123 - alfio91@hotmail.com

Incontro/studio - La Tammorra: tecnica e stili esecutivi


Un incontro di 2 ore dedicato all'apprendimento delle tecniche per suonare il tamburo a cornice campano, con e senza sonagli.

Ore 18.00- 20.00
Costo: 15 euro
max 15 partecipanti

Per informazioni telefonare a Niccolò, tel. 3383012252

Tenuto da Luca Rossi: Performer e percussionista specializzato nelle tecniche e gli stili dei tamburi a cornice appartenenti all'area del Mediterraneo. Segue l'insegnamento dei maestri: Franco Faraldo(Italia), Glen Velez (Stati Uniti), Benham Samani(Iran), Marzouk Mejri(Tunisia). Approfondisce gli studi accademici in etnomusicologia presso il Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo di Bologna. Ha effettuato collaborazioni, partecipazioni e registrazioni con molti esponenti della scena musicale popolare italiana e della musica etnica internazionale: Nccp, Marcello Colasurdo,Giovanni Mauriello, Enzo Avitabile, Orchestra Popolare Campana e Eugenio Bennato, Teriaca Ensamble, Benham Samani(Iran), Kelvin Sholar(Stati Uniti), Tambours du Mediterraneè (Francia- Tunisia) e con produzioni e compagnie di teatro danza (Taranta Power Bologna, Centro Nazionale Teatro, Accademia dell'arte di Arezzo). Con il gruppo "Cathartica Mediterraneo", vince nel 2006 la prima edizione del festival nazionale per la musica etnica italiana "Terre in moto". Coofondatore dell'Associazione "Danzemeticce Bologna", svolge attività di ricerca inerente ai tamburi a cornice dell'area mediterranea e mediorientale. E' insegnante presso il centro interculturale Zonarelli di Bologna e per l'Accademia dell'Arte di Arezzo. E' endorser per il marchio Musiqua framedrums. Partecipa a diversi festival di musica etnica nazionali e internazionali: Festival Decouvertèes Tunisie (El Jem Tunisia),Festival Internacional de la musica etnica de Chiclana(Spagna), Festival di Patras (Grecia), Festival del Mediterraneo (Italia), Dance More Project (Lithuania), Culture Markets (Armenia), Festival della cultura italiana a Sofia (Bulgaria). Nel 2010 è Co-autore del brano musicale "Sole del Sud" colonna sonora del medio-metraggio "Il Volo" diretto dal regista Wim Wenders. Nel 2010 firma lo spettacolo Mamma Tammorra, spettacolo di musica e danza, rappresentato in diversi teatri e festival italiani. Autore del libro "Il Raccontaio" edito e distibuito da Editrice Zona. Il libro diviene uno spettacolo teatrale e tiene numerose repliche in tutta Italia. Nel 2009 riceve il premio letterario "Sergio Manetti" per la poesia performativa presso l'Accademia dell'arte di Arezzo. Nel 2010 sempre con Editrice Zona pubblica il "Il Ritorno del Raccontaio" .

Il cavaliere di Seingalt
...
liberamente tratto da "Il ritorno di Casanova" di A.Schnitzler

con Giancarlo Romoli

regia
Charlotte Ossicini
Niccolò Baldari

durata: 50 minuti

"[...] Casanova, da tempo non più spinto a vagare per il mondo dal giovanile piacere dell'avventura, ma dall'inquietudine dell'avanzata vecchiaia, fu preso da una così intensa nostalgia per la sua città natale, Venezia, che cominciò a girarle intorno simile a un uccello che vien giù a morire calando da libere altezze in sempre più strette volute..."


"Il ritorno di Casanova" (1918) di Arthur Schnitzler è un romanzo breve, di profonda introspezione psicologica. Casanova giunto alla vecchiaia si ritrova a vivere la definitiva condanna dello scorrere del tempo, quando la psiche tende a chiudersi in se stessa in una claustrofobica coazione a ripetere. Prende forma un doppio nel quale non ci si vuole riconoscere, ma non potendo accettare serenamente la propria condizione, non può esserci altra risposta se non l’inganno, il sotterfugio, il macchiettistico negare ciò che si è diventati. Una tragedia dell’oggi, quanto mai attuale, in una società governata da individui incapaci di mettersi da parte.




Zenit-Azioni - 5 x 8 = 24 I CONTI NON TORNANO



Associazione Culturale Zenit-Azioni per la Ricerca Teatrale

5 x 8 = 24 I CONTI NON TORNANO
Con Mariagrazia Bazzicalupo, Maurizio Pezzoli, Cinzia Pietribiasi
Musiche: Emanuele Girotti (chitarra elettrica), Lorenzo De Boni (didgeridoo)
Creazione collettiva Zenit-Azioni

durata: 30 minuti

Lo spazio scenico come scatola-contenitore: un’allusione simbolica alla sala da gioco nella quale gli spettatori sono invitati ad entrare attraverso una piccola e stretta porta (la porticina di Alice?).
Ad ogni spettatore-giocatore verrà consegnata una carta da gioco: il biglietto d’ingresso ma anche una fiche per tentare la fortuna.
All’interno della scatola solamente pareti bianche, cornici nere e prive del quadro pittorico e un uomo dal volto mascherato che gioca il suo solitario, tutto assorto a non commettere errori.. ma i conti non tornano.. il gioco non può essere continuato.
Ad impedirglielo due presenze femminili che dialogano inutilmente con lui: una donna che tenta di tirare le somme della sua triste esistenza e il suo spettro inquietante che condivide con il pubblico l’intima riflessione sul tempo che passa inesorabile, mentre si vorrebbe fermarlo in un istante illusorio di felicità.
Ma tutto ciò non è possibile: i conti non tornano. Il solitario nuovamente rimane incompleto e gli spettatori non possono far altro che tentare di collocare le loro carte al posto giusto..ma forse non sapranno mai se il gioco verrà concluso.
La performance è nata in occasione della Giornata del Contemporaneo 2010 ed ha visto il suo debutto nel piccolo spazio espositivo bolognese “La Pillola”.


Note sulla compagnia
Zenit-Azioni nasce a Bologna nel 2008 su iniziativa di Emanuele Girotti e Cinzia Pietribiasi, e raggiunge la Tappa di Selezione del Premio Scenario 2009 col progetto Supernova. Nel 2009 si unisce Mariagrazia Bazzicalupo e viene fondata l’Associazione Culturale “Zenit-Azioni per la Ricerca Teatrale”. I primi lavori del gruppo sono studi performativi volti alla ricerca di un linguaggio originale: Tempo zero, luglio 2009, (sperimentazione di azioni fisiche) rappresentato in occasione del Festival Santarcangelo Dei Teatri 39 e replicato a Bologna; Tempo infinito, settembre 2009, (sperimentazione sul linguaggio del clown) rappresentato in occasione della Notte della Cultura di Cesena e replicato a Bologna. Questi primi due lavori confluiscono tra il 2009 e il 2010 nello spettacolo teatrale Futuro Interiore, rappresentato a Bologna presso La Pillola 400, lo Spazio Sì del Teatro San Leonardo, lo spazio De Forma By Art.
Nel 2010 viene elaborata la performance/reading Tua madre. Che è Naomi, (liberamente ispirata al “Kaddish” di A. Ginsberg) rappresentata al Teatro Polivalente Occupato e presso la Libreria Modo Info Shop di Bologna, oltre che in vari locali della città; la performance site specific Vier Akte, (sperimentazione fisica con l’uso di maschere deformanti in silicone appositamente create sui lineamenti del volto degli interpreti) rappresentata nel mese di luglio a Bologna presso il “Teatro più piccolo del mondo” dell’Osteria Ravintola e in occasione del Festival Santarcangelo Dei Teatri 40; la performance site specific 5X8=24 I conti non tornano, in collaborazione con La Pillola 400, (una riflessione sul quotidiano e sulla sua assurdità) ideata in occasione della Giornata del Contemporaneo 2010; le performances Open Action parte I e parte II (una riflessione attraverso il corpo e il video sul design) appositamente create per Open Design Italia, manifestazione di design tuttora in corso tra Bologna e Modena (Open Action parte I ha visto il debutto il 22 ottobre 2010 presso Le Torri dell’Acqua di Budrio; Open Action parte II il 20 novembre presso il Foro Boario di Modena in occasione della premiazione dei designers finalisti).
Attualmente il gruppo segue due direzioni di ricerca: la performance site specific e lo spettacolo inteso in senso più tradizionale, con un organico aperto a continui scambi e collaborazioni con musicisti ed artisti visivi, nonché con attori di diversa formazione teatrale.
Per contatti: zenit.azioni@gmail.com

16 febbraio 2011


“FormaLiquida”
esperienza di Musica Elettronica
a cura di
Mario Guida

...venerdì 18 febbraio 2011 ore 21.00
sabato 19 febbraio 2011 ore 21.00

biglietto: 5 euro + 1 tessera associativa

posti limitati, si consiglia la prenotazione

3383012252
bellezzaorsini@gmail.com


(www.marioguida.org – marioguida@sun-art.org)

La presenza di stati emozionali fragili, disordinati e apparentemente sconnessi ("Pensiero Liquido") la ricerca di un legame fra di essi attraverso la storia passata ("Movimento Liquido") il tentativo di ridefinire e di stabilizzare gli equilibri attraverso una ricollocazione Spazio-Temporale delle esperienze ("Resintesi Liquida"), la consapevolezza dell'elasticità e della fluidità delle emozioni ("Concetto Liquido"), sono rappresentati da materiali sonori che si intrecciano e si influenzano reciprocamente.
Le immagini, le animazioni, le strutture musicali, inizialmente scoordinate e caotiche, evolvono spazialmente e temporalmente, in modo aleatorio e nei modi propri dell'improvvisazione verso una forma dai contorni fluidi e sfumati ("Liquida").
“Forma Liquida” è la condivisione delle sensazioni e delle percezioni con le quali l’ascoltatore “osserva” tutte le fasi della composizione messe in atto dall’autore.

Mario Guida
Mario Guida è nato ad Aversa (Ce) il 7 Gennaio del 1981, laureato in Ingegneria Elettronica nel 2007. Dopo una lunga militanza come batterista in formazioni locali di rock sperimentale, inizia un percorso di studi orientato al Sound & Media Design mediante l’utilizzo di ambienti di sviluppo come Max/Msp e Processing dedicandosi, inoltre, alla creazione di ambientazioni sonore con l’ausilio di strumentazioni elettroacustiche ed elettroniche.
Attraverso un intenso e appassionato studio delle caratteristiche fisiche dei suoni e una personale ricerca stilistica – compositiva, Mario Guida sviluppa un proprio linguaggio sonoro, in continua evoluzione, basato sull’ improvvisazione e sulla elaborazione/manipolazione casuale di strutture rumorose, melodiche e pulsazioni ritmiche minimali, con il quale definisce un ambiente sonoro introspettivo, la cui funzione è la condivisione delle sensazioni e delle percezioni, tra l’ascoltatore e l’autore stesso della composizione.
Dal 2006 si esibisce con lo pseudonimo di Sun-Art in performance di musica elettronica.
Le prime esperienze significative sono rappresentate dalle performance tenute con il progetto AvantExperience, laboratorio Teatrale e di Arte Visive per il quale crea musiche per per readings e pittura dal vivo.
Attualmente frequenta il corso di Musica Elettronica presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e collabora con il gruppo teatrale bolognese Collettivo Immaginario (http://collettivoimmaginario.blogspot.com/) per la sonorizzazione di pièce teatrali.
Gli ultimi lavori di musica elettronica sono “FormaLiquida” (2009) e “Televisions4Music” (2010).

07 febbraio 2011

FRAMING VIEWS





FRAMING VIEWS
GIUSEPPE CATANIA


Mostra Fotografica a cura di Riccarda Amigoni

Inaugurazione sabato 12 febbraio 2011 17.00-21.00

Esposizione 12/02 - 26/02 da martedì a domenica ore 17.00-20.00

Info 338-3012252 347-5150761





“Quei momenti della vita che passano velocemente vanno fermati con uno scatto…

Fotografo i momenti piu' belli della mia vita”

(Giuseppe Catania)

A voi nuovo autore,un nuovo sguardo.Un fotografo che ama il freddo e che traduce in immagini i rumori che gli arrivano dalla natura.

Se l’uomo è lo stesso in ogni luogo del mondo,come mai lo sguardo,invece,è sempre diverso? E’colpa degli occhi che,nelle cose,si confondono sempre gli uni negli altri.
Ed ecco che il tratto unificante di queste foto è costituito dalla diversità.
Sono i sentimenti delle cose.
E dove,pure se non lo sappiamo,proprio perché non lo sappiamo,si nascondono i segreti che rendono le cose che ci circondano insostituibili?

Più che un Vedere,sarebbe meglio dire”spiare”,come se fossimo degli ospiti inattesi e provassimo un indistinto affetto per tutto.

Se non trasformassi gli ostacoli dell’occhio in risorse,sicuramente non noteremmo tante cose…

Se gli ostacoli non fossero le risorse dei tuoi occhi,non riusciremmo a scorgere certi dettagli.

Il Piccolo Principe ci ha insegnato una volta per tutte come l’essenziale sia invisibile agli occhi.Ma è solo questione di un attimo,questione di un dettaglio.

Sta a noi coglierlo.

Per niente laterale,anzi,spesso rivelatore.

Per capirlo,ecco questa mostra.

Riccarda Amigoni



FRAMING VIEWS

Giuseppe Catania sfrutta l’obiettivo dell’apparecchio fotografico per incorniciare delle visioni.
Attratto dai particolari geometrici che compaiono in una serie amplissima
di differenti oggetti inanimati, l’artista trasforma le immagini di dettagli,
all’apparenza privi di significati specifici, in equilibri visivi composti da strutture che creano ritmi rigorosi o piacevolmente irregolari a seconda del soggetto ritratto.
L’armonia della ripetizione è una caratteristica che pervade l’intera produzione del fotografo: il fulcro di ogni immagine è dato dalla reiterazione di un singolo elemento che, attraverso tagli compositivi inusuali, appare slegato dalla sua funzione originaria e immortalato in combinazioni del tutto nuove.
Anche l’uso alternato del colore o del bianco e nero è valutato in funzione
di questa ricerca peculiare: le gradazioni di grigio possono contribuire ad
evidenziare il dato luminoso, come negli scorci di edifici, dove i moduli severi della struttura architettonica subiscono un processo di astrazione che, a livello visivo, li avvicina ad un gioco di forme pure, o ancora, unitamente alla scelta di inquadrature estremamente ravvicinate, sembrano quasi appiattire i piani spaziali degli scatti in cui campeggiano sinuose linee fitomorfe.
Al contrario, la decisione di mantenere l’effetto cromatico mira spesso ad
isolare un fattore preciso, come nell’istantanea in cui la sezione di un cancello vermiglio si staglia contro un panorama contraddistinto da tinte bluastre, creando un contrasto cromatico che, ancora una volta, sottolinea come la configurazione regolare dell’oggetto sia il fulcro intorno al quale ruota l’interesse dell’artista.
Lo sguardo di Giuseppe Catania sembra infatti essere animato da una passione per le sagome: una sorta di rivisitazione minimalista in chiave fotografica.

Marta Cannoni

15 gennaio 2011


Inaugurazione Sabato 15 gennaio ore 18.00

Dal martedì alla domenica dalle 17.00 alle 20.00

...Per info: 338 3012252 347 5344312




Francesca Acerbi si è avvicinata al linguaggio espressivo della pittura dopo aver seguito un percorso eterogeneo che l’ha condotta ad esplorare ambiti quali la decorazione murale, l’incisione e la lavorazione del vetro: esperienze attigue o direttamente riconducibili al territorio delle arti visive, che hanno certamente influito, seppur in maniera implicita, sullo sviluppo della sua produzione artistica.
L’esigenza di lavorare a creazioni autonome, tuttavia, deriva da una indagine e un percorso intimo, ispirati dalla filosofia orientale.
E’ durante un soggiorno a Pune, in India, in una ambiente in cu il tempo è scandito da ritmi originari e spontanei, che Francesca inizia effettivamente a dedicarsi alla pratica artistica slegata dalle richieste delle committenze, realizzando una serie di acquerelli il cui soggetto primario è la Natura. Si tratta di composizioni in cui la vegetazione attinge alle tonalità del fantastico, dove spiccano sovrapposizioni e trasparenze vitree; intricati intrecci di masse arboree in cui l’attenzione per i dettagli e la resa realistica generano un contrasto, al limite dell’ossimoro, con la gamma di colori cangianti, che varia da intense sfumature di turchese e violetto fino a bianchi opalini. Quella rappresentata non è una Natura mimetica, ma un paesaggio altamente immaginifico, quasi una metafora visiva per sondare la sfera interiore.
Questa tematica costituisce il filo rosso che collega i primi lavori del periodo “indiano” con quelli della fase successiva, nei quali, cessata la necessità di utilizzare un linguaggio simbolico, l’artista prosegue l’analisi degli impulsi più profondi e celati, misurandosi con la raffigurazione di volti e corpi, già apparsi, in forma letteralmente embrionale, in alcune opere del 2002.
All’introduzione della figura umana corrisponde anche la scelta di abbandonare le leggerezza dell’acquerello e affidarsi ad un materiale corposo come il colore ad olio, declinato in gradazioni terrose e applicato generosamente in tutte le tele in cui sono colte le espressioni più rappresentative dell’emotività, messe a fuoco tramite visi e sguardi assai differenti tra loro, che spesso appaiono isolati su sfondi immateriali.
L’evoluzione della ricerca di Francesca Acerbi si configura come un viaggio che ha preso avvio dall’osservazione personale e, poco a poco, si è aperta ad un’analisi meno individuale, allargata alla sensibilità altrui.



Marta Cannoni

15 novembre 2010

Il Raccontaio Fantasia italo-campana di Luca Rossi


Bellezza Orsini
Mura di Pta Galliera 2
Bologna, Italy

27 e 28 novembre 2010 ore 21 Ingresso 6 €

Posti limitati - si consiglia la prenotazione al 3383012252
oppure inviando una mail a bellezzaorsini@gmail.com


"Beh, come vi dicevo
io sono un Raccontaio
e questo mio lavoro è
per certi versi un guaio.

Molte volte all’improvviso
e quando meno me l’aspetto
sento le cose e gli animali
che mi parlano in dialetto!

Mi raccontano di loro
delle loro frustrazioni
di certe strane aspirazioni
e delle loro delusioni.

Allora io con pazienza
mi soffermo ad ascoltare
fin tanto che l’oggetto
non la smette di parlare…

Oggetti animati, animali parlanti... Le fantastiche "poestorie" di Luca Rossi, pensate e scritte per la performance, come nelle favole di Lafontaine non si limitano a raccontare storie in versi, ma ci offrono una lente acuta e dissacrante per guardare da molto vicino ciò che più ci è familiare, e imparare una lezione".

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Luca Rossi (Caserta, 1984): Scrittore e poeta, è autore per il teatro e percussionista specializzato nei tamburi a cornice dell’area del Mediterraneo. Ha seguito studi accademici in etnomusicologia al DAMS di Bologna e collabora con numerosi artisti italiani e stranieri (tra questi, Marcello Colasurdo, Abdelli, Miguel Gil, Benham Samani, Kelvin Sholar) e con produzioni e compagnie di teatro-danza (Taranta Power, Centro Nazionale Teatro, Tambours du Méditerrannée, Teriaca, Banda di Piazza Caricamento, Orchestra Popolare Casertana). Insegna tecniche e stili dei tamburi a cornice per l’associazione Danzemeticce e presso il centro culturale Zonarelli di Bologna e l’Accademia dell’Arte di Arezzo. E' endorser per il marchio “Musiqua framedrums” (www.doorart.it). Ha partecipato a diversi festival nazionali e internazionali. Fondatore del gruppo Cathartica, ha vinto la prima edizione del Festival di musica etnica “Terre in Moto”, incidendo il suo primo disco, Purkiakos.


http://www.editricezona.it/ilraccontaio.htm

25 novembre 2009

Corso di Tamburello e Tammorra a Bologna



 Da lunedì 30 novembre 2009, ore 20.00, a domenica 31 gennaio 2010 si terrà presso la nuova sede dell'Associazione Teatro dell'Otium (in porta Mascarella) un corso di tamburello e pizzica, tenuto da Domenico Celiberti.

Nell´immensa, multiforme e variegata tradizione musicale del Sud Italia, il Tamburello ne è di sicuro l´elemento portante più arcaico e significativo. La varietà di ritmi, suoni e tecniche ad esso legato sono l´espressione di altrettanta diversità della gente che vive e suona questa musica. E´ per questo che il corso mira ad esplorare i differenti stili del macrogruppo della "Tarantella" nelle sue varianti locali.
Verranno analizzati e proposti in particolare:

Puglia:
- Pizzica pizzica: Verranno esaminate le due maggiori tecniche esecutive (dell´Alto e del Basso Salento) e le variazioni presenti all´interno delle stesse.
-Tarantelle dell´area del Gargano: Le tecniche prese in considerazione saranno quelle di Carpino e di San Giovanni Rotondo (Foggia)

Campania:
-Ballo sul tamburo (o Tammurriata): Panoramica sul ritmo dei balli sul tamburo dell´area Domiziana, Vesuviana, dell´Agro Nocerino-Sarnese e dei Monti Lattari.
-Tarantella di Montemarano: Panoramica e studio sulle più frequenti (o meno) tecniche utilizzate per accompagnare questa particolare Tarantella, unica nel suo genere.

Calabria:
-Viddhaneddha (Tarantella Riggitana): Incontro con un suonatore tradizionale di Zampogna, Organetto, Lira Calabra e Tamburello della zona di Reggio Calabria che illustrerà le tecniche di accompagnamento con il tamburello de "u´ sonu a ballu".

Durante il corso verranno anche analizzati alcuni video, documentari e libri riguardanti le tradizioni musicali prese in considerazione, cosicché da poter avere una quanto più chiara visione e comprensione degli ambienti e culture in cui queste musiche nascono e si tramandano. Inoltre, data la polistrumentalità dell´insegnante, durante il corso si eseguiranno le suddette musiche con l´accompagnamento dal vivo di strumenti come: Fisarmonica, Violino, Chitarra Battente, Organetto, voce ecc.
 


Il corso verrà diviso in cicli di 4 lezioni ciascuno (Una lezione alla settimana).
Alla fine di ogni ciclo sarà possibile decidere se fermarsi o proseguire.

Il costo di un ciclo di 4 lezioni è di 50€.

Il corso avrà non meno di 6 partecipanti e non più di 10.

E' tuttavia possibile contattare l'insegnante per lezioni private individuali.

Le lezioni si terranno presso:

Presso la nuova sede dell'associazione Teatro dell'Otium, via di Porta Mascarella, il lunedì sera dalle 20:30 alle 22:00.
Altri orari potranno essere concordati con l'insegnante, comprese lezioni individuali.

Gli studenti sprovvisti di tamburello, potranno utilizzare per la prima lezione alcuni tamburelli messi a disposizione dall´insegnante e successivamente concordarne l´acquisto da alcuni costruttori artigianali. Il costo dovrebbe aggirarsi sui 30-35€.
Contatti
Domenico Celiberti (anche Facebook)
328/6771912
domenicoceliberti@hotmail.it
www.myspace.com/domenicoceliberti




Domenico Celiberti
Nato ad Andria (Bari) nel 1986 in una famiglia di musicisti, inizia la sua formazione musicale all'età di 9 anni studiando violino presso un'accademia privata di musica, fino alla preparazione dell'esame del 5°anno in conservatorio. Consegue brillantemente la licenza di Teoria e Solfeggio nell'anno 2003 presso il conservatorio Niccolò Piccinni di Bari sotto la cura dell'insegnante Agnese Festa. Qualche anno dopo si avvicina alla chitarra grazie all'aiuto del padre e successivamente allo studio del pianoforte conseguendone l´esame complementare. All'età di 17 anni entra a far parte dell'orchestra "Pelagus", con cui suonerà per 2 anni. All'età di 19 anni intraprende il suo percorso nella musica popolare. Inizia a dilettarsi nello studio del Tamburello, della Fisarmonica e della Chitarra Battente, suonando in alcuni gruppi di musica popolare e frequentando le feste tradizionali per apprendere da vicino le tecniche, gli usi e i costumi. Arrivato a Bologna, fonda nel 2006 insieme ad altri ragazzi il gruppo "Cauliae" con repertorio pugliese e campano. Nel 2007 entra anche a far parte del gruppo "Progetto Satyria" e nel 2008 nel gruppo "Bella Donna". Appassionato di Ebraismo e di cultura e musica ebraica, suona spesso in formazioni di musica Kletzmer.


"Ho perduto il conto degli anni..."




  "Ho perduto il conto degli anni. I primi tempi spiavo la mano che strappava un foglio dal calendario nero al margine del mio raggio visivo. Lunedì, martedì, non capivo più bene queste distinzioni umane. I giorni erano così simili l’uno all’altro sul mio corpo. La data era una canzone più chiara ai miei occhi indeboliti. Quel numero che cresceva sul muro non raggiungeva mai il valore che io avrei voluto dargli. Ogni mese speravo, in modo insensato, che sarebbe stata superata senza ritorno la frontiera oltre alla quale l’uomo incomincia a contare iniziando dai pollici. Poi che cosa è accaduto?





Irene, liberamente tratto da Louis Aragon (attribuito a), Il sesso d'Irène (Le con d'Irène) 1928. 






foto di Flavio Romualdo Garofano