"Ho perduto il conto degli anni. I primi tempi spiavo la mano che strappava un foglio dal calendario nero al margine del mio raggio visivo. Lunedì, martedì, non capivo più bene queste distinzioni umane. I giorni erano così simili l’uno all’altro sul mio corpo. La data era una canzone più chiara ai miei occhi indeboliti. Quel numero che cresceva sul muro non raggiungeva mai il valore che io avrei voluto dargli. Ogni mese speravo, in modo insensato, che sarebbe stata superata senza ritorno la frontiera oltre alla quale l’uomo incomincia a contare iniziando dai pollici. Poi che cosa è accaduto?
Irene, liberamente tratto da Louis Aragon (attribuito a), Il sesso d'Irène (Le con d'Irène) 1928.
foto di Flavio Romualdo Garofano


