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13 maggio 2013

AROSE - invasione sinestetica di Alessandra Maio - inaugurazione della mostra il 17 maggio @ Spazio Barnum



Si segnala:

AROSE - invasione sinestetica di Alessandra Maio

"Il mattino ha l’oro in bocca".

Alessandra Maio tesse trame di senso, scrivendo.

“Sono affascinata dalle parole, dalle loro sfaccettature e dai significati che possono assumere a seconda dei contesti. Lego parole a immagini semplici, esaltando la loro potenza attraverso la ripetizione ossessiva: scelgo frasi fatte o famose, cantilene, proverbi. E le scrivo migliaia di volte componendo le trame fitte da cui scaturisce, come un ricamo, il disegno finale.” (A. Maio)

Per lo SPAZIOBARNUM, Alessandra Maio ci parla con i fiori, con cui riesce ad indagare la differenza, la consapevolezza, i sentimenti.
Con un narciso, una frase di Oscar Wilde e un dixit di Ovidio, compone la sua prima “vanitas”, in un gioco di significati e rimandi delicato, allusivo all’egoismo umano e ad un velato senso di colpa.
Con i petali di rosa invece conserva e custodisce i sogni, per non dimenticare ciò che si era, per costruire ciò che si sarà.
In un certo senso è una ripresa, ma è anche un nuovo inizio.

BIO
Alessandra Maio ha conseguito la Laurea Magistrale in “Storia dell’Arte Contemporanea” con la votazione di 110 e lode nel 2008. Fin dal 2005 ha partecipato a numerosi concorsi ed esposizioni collettive, vincendo nel 2012 il Premio Ora. Vive e lavora a Bologna.

per info:
http://www.alessandramaio.com/
Spazio Barnum
marcella.loconte@gmail.com; patti.federica@gmail.com.

10 maggio 2013

CHEAP - Gio Pistone e Tommaso Guerra “RECLAME” @ Spazio Barnum


9-12 maggio 2013 | Via deʼ Pepoli 8
www.giopistone.it | www.tommasoguerra.com

Uno stile indefinibile che racconta la mano di un grafomane dʼavanguardia: è Tommaso Guerra, trentenne di difficile definizione. Amante della sua città, Roma, ma nomade scrutatore del mondo intero, Tommaso è un pubblicitario in bicicletta, che, al momento, ha sospeso lʼattività di art director per esprimere la sua creatività nella street art, nellʼinterior design, e, soprattutto, nel lettering, forma grafica da applicare alle più inconsuete “tele”.

Gio Pistone decide di dedicarsi al disegno per caso divisa com'era da tendenze diametralmente opposte... La psicologia - forse più bisognosa di cure che l'inverso. La scenografia - in gara a sollevare pesi più grandi di lei in competizione con gli attrezzisti nerboruti. La performance - lasciamo perdere... E tante altre. Decide in fine che il più grande che avrebbe dovuto sostenere sarebbe stato il peso di una matita e quello eterno della sua mente.

Tardiva ma felice decisione. Vive e lavora a Roma.
Parole usate, abusate, svuotate, liberate. Comunicazioni di diverso genere e che vogliono dirci diverse cose, ci parlano usando le stesse parole. E noi non le riconosciamo più.

Questo il concept di "RECLAME", la mostra ospitata a Spazio Barnum in occasione di Cheap: 12 acquerelli realizzati da Giò Pistone su cui Tommaso Guerra è intervenuto digitalmente apportando il suo contributo artistico. Il risultato sono altrettanti poster montati su legno.

Lo Spazio Barnum è sede di diverse realtà culturali bolognesi, interessate allo sviluppo di attività inerenti lʼarte, la musica, lʼintrattenimento e la partecipazione: Shape, Aelia media, Teatro dellʼOtium, Papido srl e Kamevents. Il nome dello spazio deriva da “Effetto Barnum”: la tendenza di alcuni individui a credere che qualcosa sia stata fatta proprio su misura per loro. Nelle intenzioni dei creatori, questo luogo si delinea come contenitore di iniziative di diversa natura, come corsi, workshop, conferenze, happening, proposti e organizzati sia dalle entità che compongono lʼassociazione, sia da esterni che vogliano realizzare i propri progetti ma che necessitino di supporto logistico, strutturale e organizzativo. Lʼobiettivo primario è il massimo coinvolgimento della comunità; la volontà del gruppo è creare un nuovo catalizzatore per le attività culturali e creative, aperto a tutti.

23 gennaio 2013

26 gennaio @ Spazio Barnum - IMMAGINARI DI CONFINE invasione sinestetica di Giuseppe Fanizza e Andrea Kunkl


In occasione di Art City White Night
l’Associazione culturale Buscart presenta:

“IMMAGINARI DI CONFINE”

invasione sinestetica di Giuseppe Fanizza e Andrea Kunkl
inaugurazione

SABATO 26 GENNAIO 2013, dalle 19.30
℅ SPAZIOBARNUM - via de’ Pepoli 8/b - Bologna
ingresso gratuito con tessera dell’associazione

www.spaziobarnum.it
www.giuseppefanizza.info
www.andreakunkl.com

13 fotografie 66,6 x 100 cm
1 Video HD

“Immaginari di Confine” è un’indagine sociologica, fotografica e audio-visiva realizzata nel 2010 da Giuseppe Fanizza e Andrea Kunkl lungo i confini mediterranei dell'Unione Europea. E’ il racconto video fotografico di un incontro.

Composto in maniera riproducibile e seriale, “Immaginari di Confine” si delinea come percorso di ricerca realizzato lungo un’immaginaria linea di demarcazione che separa, costringendo al dialogo, al rapporto e al confronto, i concetti d’identità locale e sovranazionale, tradizione e globalizzazione.

Attraversa tre punti nodali della linea di confine mediterranea, accomunati da una condizione geografica di isolamento/chiusura, ma anche da una storia secolare di contaminazioni culturali: Ceuta, un’enclave spagnola in territorio marocchino, affacciata sullo Stretto di Gibilterra; Lampedusa, un’isola siciliana distante 113 km dalla costa africana e 205 km dalla Sicilia; Lesbo, un’isola dell’Egeo nord-orientale situata a circa 5,5 km dalla costa turca.
Nei volti degli abitanti, nei loro monumenti e tradizioni sopravvive la memoria di un’ambivalenza del confine, che mentre divide continenti, lingue e civiltà, favorisce nel contempo la conoscenza, la commistione, il rispecchiamento.

Lavorare sul tema del confine in maniera etnografica concede così a Giuseppe Fanizza e ad Andrea Kunkl di approdare a soluzioni estetiche che richiamano il tema più ampio e universale dell’identità, e soprattutto della sua rappresentazione.

“Mare Nostrum” è un video editing delle oltre settanta interviste raccolte nel corso della ricerca.

Giuseppe Fanizza e Andrea Kunkl si occupano di fotografia e delle sue applicazioni nella ricerca sociale e sul territorio.
Insieme hanno fondato Ubiq, una piattaforma di ricerca che promuove e coordina progetti d’indagine individuali e collettivi attraverso l'utilizzo del mezzo fotografico e della pratica artistica.
Ad aprile 2012 hanno pubblicato HABITAT, un raccoglitore di lavori realizzati da fotografi, artisti e ricercatori che hanno indagato le modalità abitative “alternative”. HABITAT è un archivio in progress che continua a promuovere, raccogliere e pubblicare i risultati di ricerche sull' allontanamento dallo standard abitativo urbano.
Durante l’esposizione presso lo Spazio Barnum sarà possibile acquistare alcuni dei reperti documentari realizzati in questi mesi e le opere proposte dal collettivo di ricerca, per sostenere la prossima tappa del progetto HABITAT.

per info:
buscart@gmail.com

06 maggio 2012

℅ SPAZIOBARNUM - via de’ Pepoli 8/b - Bologna -“IN SOFFITTA” invasione sinestetica di Laura Bisotti a cura di Adele Dell’Erario mercoledì 9 maggio 2012, dalle 18.30


L’associazione culturale Buscart presenta:

“IN SOFFITTA” invasione sinestetica di Laura Bisotti a cura di Adele Dell’Erario mercoledì 9 maggio 2012, dalle 18.30

“Questo aggeggio è una macchina del tempo, ti può portare avanti e indietro;

ci porta in un posto dove vogliamo tornare,

si chiama giostra, ci fa viaggiare nel modo in cui viaggia un bambino: gira e rigira

e poi torna a casa:

il posto dove sai di essere amato:”

(Mad Men, episodio 13 prima stagione, “La ruota del destino”)

La soffitta è da sempre un luogo misterioso che suscita emozioni a volte anche molto differenti: paura, sorpresa, nostalgia.

Ogni uomo che non può liberarsi di alcuni oggetti ha bisogno di una soffitta. Conservare in nome del proprio passato, o semplicemente per la convinzione di poter reciclare tutto in un’altra occasione. La magia di questo posto è proprio quella di tenere i ricordi lontano dagli occhi eppure sempre a disposizione, da spolverare all’occorrenza.

Ogni uomo ha bisogno di una soffitta, ogni uomo ha bisogno di accedere ai propri ricordi aprendo una porta che cigola e togliendo la polvere da un vecchio album. Pochi sforzi insomma e qualche gradino.

Il resto non dipende più da questo luogo.

Stavolta però la soffitta non è quella della nostra casa, le emozioni che proviamo sono molto differenti.

La nostalgia cede alla curiosità, il ricordo allo stupore.

Ci confrontiamo con nuove parti di noi, la polvere ha un altro odore, la storia di ogni oggetto ha bisogno della nostra immaginazione. L’unico privilegio che conserviamo è quello di risvegliare con le nostre mani i ricordi addormentati per poi decifrarli. C’è un cartoncino che si srotola tra le scatole rotte, sulle travi, sotto le cornici, il nostro sguardo lo illumina e questo strano oggetto è pieno di piccole fessure.

Ogni foro partecipa a una scrittura silenziosa – memoria – che trasforma il suono in oggetto e così lo custodisce. Finché non sopraggiungono la nostra curiosità e le nostre mani. Ogni foro non è che una nota fatta di aria, e l’aria come il tempo non si può toccare, ma c’è, ed è indispensabile.

La magia in soffitta è questa: Laura Bisotti ha scritto su un foglio note d’aria – partitura che sa di tempo e attesa – fino a quando non entriamo noi, togliamo le ragnatele da un vecchio carillon, e nel suo ingranaggio lasciamo che la nostra scoperta diventi pura narrazione.

Laura Bisotti ha scelto di ricreare, per la sua invasione sinestetica, le condizioni necessarie a far sorgere un ricordo, utilizzando gli strumenti naturali più efficaci: le sensazioni tattili, gli odori, i sapori e le atmosfere. Lo spazio espositivo, e il suo percorso artistico, parlano di una strettissima relazione con il passato, in senso storico e personale, e di come questo rapporto possa generare nuovi scenari di crescita per la contemporaneità.

Laura è una ragazza del futuro che comunica con le mani: la foratura dei nastri musicali per carrillon, così come lo studio delle tecniche di incisione, rispondono ad un’esigenza squisitamente contemporanea di espressione costruttiva della propria fisicità, nonostante si riferiscano a sistemi produttivi provenienti da un’epoca tecnica ormai lontana. Per sottolineare l’assenza di valenze nostalgiche nelle sue scelte poetiche, la Bisotti sciacqua i suoi lavori rimediandoli, traducendoli cioè in una lingua più vicina e congeniale allo spettatore contemporaneo: non espone oggetti trovati ma li fotografa, non presenta nastri antichi ma li crea, spostando così l’attenzione dall’oggetto al processo produttivo. Vuole farci ricordare, insomma, come venivan fatte le cose una volta, e a ragione ci svela che i segreti del passato, nascosti in soffitta, sono la chiave per risolvere i misteri del futuro.

(Adele Dell’Erario e Federica Patti)

LAURA BISOTTI (Piacenza, Italia, 1985)

Diplomata nel 2010 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, combina la propria ricerca artistica con lavori occasionali nel campo dell’educazione e con progetti di residenza artistica.

Ha appena concluso un’esperienza di tre mesi presso l’Accademia Reale di Spagna a Roma grazie ad un progetto di collaborazione con il Gai (Circuito Giovani Artisti Italiani).

Nel 2011 ha sviluppato un progetto legato alla grafica d’arte presso i laboratori del Slade School of Fine Arts (University College of London) a Londra grazie ad una borsa di studio della Fondazione Miró di Palama di Mallorca. Nel 2011, grazie ad una residenza artistica di 10 mesi presso la Fondazione BilbaoArte a Bilbao (Spagna), realizza la sua prima esposizione personale intitolata “In viaggio”.

Tra i riconoscimenti ottenuti: Premio Celeste nella categoria pittura (2010); finalista del Premio Iceberg Arti Visive (2009).

Spazio Barnum

26 aprile 2012

℅ SPAZIOBARNUM - via de’ Pepoli 8/b - Bologna -“BEAUTIFUR™” invasione sinestetica di Jacopo Camagni


L’associazione culturale Buscart presenta:
“BEAUTIFUR™”
invasione sinestetica di Jacopo Camagni
venerdì 27 aprile 2012, ore 19.30
℅ SPAZIOBARNUM - via de’ Pepoli 8/b - Bologna
INGRESSO GRATUITO CON TESSERA DELL’ ASSOCIAZIONE

www.dronio.com


www.spaziobarnum.it

Beautifur™ è la prima di sette raccolte che illustrano il tema del potere del Feticcio, che sa accentrare, in un dettaglio, un potere estraneo. Jacopo Camagni gioca ad osservare i feticci e a immaginarli vincitori sul feticista. Tutto perde i colori della sessualità, o almeno si propone di farlo, in favore del bizzarro, del ludico e del grottesco. La rappresentazione dell’individualità e unicità, anche di freaks ipertricotici contemporanei in stile Barnum, genera un mondo grottesco, più simile al circo nella sua più assurda eccezione, sottomesso all' ironia nerd e citazionista di un fumettista prestato all'arte, o forse viceversa.

Bio:
Illustratore freelance e comic artist, Jacopo nasce a Bologna il 21 dicembre 1977. Nel 1998 vince il concorso di illustrazione Arena del Fumetto di Bologna. Nel 2008 è uno dei vincitori del Chesterquest, concorso mondiale realizzato da Marvel Comics. Da allora ha lavorato su alcuni dei più famosi eroi come Spiderman, Ironman, Capitan America, Hulk e Thor.

10 marzo 2012

@Spazio Barnum_Appunti per un novissimo Bestiario #5 #6

Venerdì 16 marzo 2012
@Spazio Barnum - via De' Pepoli 8/b - Bologna


L'associazione culurale Buscart presenta

Appunti per un novissimo Bestiario #5 #6

invasione sinestetica di Fedra Boscaro tramite "Le Ipazie e i Baudolini"

#5: Tommaso Arosio, Stefano Bernardini, Fedra Boscaro;
#6: Stefano Bernardini, Francesca Burzacchini, Alice Keller, Elisabetta Lanfredini, Livia Solmi, Laura Ulisse.

Il novissimo Bestiario è un articolato work in progress offerto al pubblico in forma di 'appunti'
che si prefigge di esibire un campionario di esseri immaginari simbolici, chimere rivelate della cultura contemporanea occidentale.

Fedra Boscaro si forma per esperienza diretta di ambiti differenti: arti visive, teatro, performance, video e radio. Il suo fare è inscritto nell'ambito della 'poetica dello scarto'.

Le Ipazie e i Baudolini è un network sinergico e rizomatico tra persone e realtà attive nel territorio della ricerca contemporanea bolognese.


Ingresso gratuito con tessera dell'associazione

www.spaziobarnum.it


29 febbraio 2012

SIDE OUT – artisti per casa? a Flash Fm



Martedì 6 marzo 2012, Sara Ugolini e Marta Cannoni parleranno dell'iniziativa SIDE OUT – artisti per casa? a Flash Fm - la trasmissione radiofonica dei portali delle Politiche Giovanili del Comune di Bologna.

La trasmissione va in onda in diretta ogni martedì dalle
17.00 alle 18.00 sulle
frequenze di Punto Radio 87.7 e 87.9 e in
streaming su www.puntoradio.tv

15 febbraio 2012

@Spazio Barnum - “PLAYLIST” invasione sinestetica di Marco Felicioni


VENERDì 24 FEBBRAIO 2012, dalle 19.00 l’Associazione culturale Buscart presenta:
PLAYLIST” invasione sinestetica di Marco Felicioni
℅ SPAZIOBARNUM – via de’ pepoli 8/b – Bologna
ingresso gratuito con tessera dell’associazione


“C'è a chi piace davvero sporcarsi le mani con tutto quello di cui ha esperienza, finendo per confondere l'inizio di un progetto con la fine di un altro. Come se in fondo, più che voler rappresentare, fermare e fissare nel tempo un'idea fosse importante una sola cosa: raccontarla.”

Il momento è semplice: solo il fotografo e il performer. Il fotografo vede attraverso la camera, l'altro ascolta attraverso gli headphone. Nessuno può sentire la musica oltre a lui ma questo non gli impedisce di agire e reagire.
“Playlist” è una raccolta di videoclip musicali in fotografia, il racconto di performance eseguite unicamente per la fotografia stessa: pochi scatti in condizioni ambientali rarefatte e atmosfere sfuggenti, in cui la musica è protagonista implicita. Video mancati. Occasioni sprecate. “Playlist” è un documentario che vive di sinestesia, la descrizione di un attimo desiderato ma mai esistito.

Marco Felicioni è fotografo, illustratore e sceneggiatore. Dal 2009 si concentra sulla fotografia, producendo mostre personali nel contesto underground bolognese, e lavorando per on-line store di moda quali YOOX, Emilio Pucci, D&G e Dolce&Gabbana.


27 gennaio 2012

@Spazio Barnum -“VISUAL NOISE: Glitch Art” invasione sinestetica di Pasquale Fameli


sabato 28 gennaio 2012 – Art White Night

Una notte dedicata alla GLITCH ART:

Dalle 19.00 c/o SPAZIOBARNUM, via de' Pepoli 8/b
L'associazione culturale Buscart presenta:
“VISUAL NOISE: Glitch Art” invasione sinestetica di Pasquale Fameli ;

Dalle 21.30 c/o LOCOMOTIV CLUB, via Sebastiano Serlio 25/2
A Tropical Clash presenta:
“A Tropical kind of White”: ALVA NOTO live (Ger - Raster Noton)
BACKSLASH live (ITA – Persistencebeat) Æon djset(ITA - Alive Lab), allestimento video a cura di Alive Lab

"Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti." (C. Darwin)

La corruzione, la distorsione, la ripetizione differente sono tecniche generative alla base delle pratiche creative contemporanee: la genetica insegna che il futuro e l'evoluzione nascono dagli errori.
Glitch Art significa calarsi nella primitività neo-mediale, compiere esplorazioni nella trama molecolare della materia digitale per estrarre, corrompendola, le possibilità espressive che essa può offrire; la Glitch Art eleva l’imperfezione delle nuove tecnologie a forma artistica, partendo dall’idea che proprio nel malfunzionamento del mezzo si manifesti pienamente la sua struttura intrinseca. Indeterminatezza e casualità caratterizzano l’approccio esecutivo, che punta a destrutturare video, immagini e suoni digitali attraverso invasive operazioni di corruzione dei codici che li compongono per giungere alla creazione, al “parto” di una nuova specie di prodotti artistici.
In occasione di Arte Fiera 2012, Bologna celebra l'Avanguardia del XXI secolo.

Dalle 19.00 c/o SPAZIOBARNUM, via de' Pepoli 8/b
www.spaziobarnum.it
INGRESSO GRATUITO CON TESSERA DELL'ASSOCIAZIONE

Dalle 21.30 c/o LOCOMOTIV CLUB, via Sebastiano Serlio 25/2
www.locomotivclub.it
Ingresso 10 euro + tessera Aics per il live; dalle 00:30 5 euro + Aics

18 novembre 2011

@Spazio Barnum - NOTHIN' TO CONFESS invasione sinestetica di Lucio Aru e Franco Erre


L'associazione culturale Buscart presenta

NOTHIN' TO CONFESS
invasione sinestetica di Lucio Aru e Franco Erre

venerdì 25 novembre
dalle 19.30
c/o SPAZIOBARNUM
via de' pepoli 8/b Bologna

ingresso gratuito con tessera dell'associazione

Tempo immobile, luce debole. I protagonisti di Nothin’ to confess si
concedono unicamente gesti muti e sospesi.
Una parabola contemporanea vicina e distante da noi.
Una storia suggerita,accennata, che tra giochi di ruolo
e moralismi strozzati ci presenta i suoi attori in un’atmosfera di
destabilizzante, assurda verità.
La chiave è unica quanto vaga: niente da confessare.


Lucio Aru & Franco Erre Photography nasce nel 2010 dall’incontro di due
personalità formatesi rispettivamente nel campo della Moda e dell’Arte.
La fusione delle differenti esperienze personali
genera uno stile del tutto personale, votato alla contaminazione.


Lucio Aru & Franco Erre Photography
facebook: Eyeson Studio-Lucio Aru & Franco Erre ph.
Spazio Barnum

22 aprile 2011

Catalogo Tracce - mostra collettiva



Grazie a Stefano De Longhi per la realizzazione di questo catalogo gratuito e fruibile!

E grazie a tutti gli artisti per aver reso possibile questo evento:

Andrea Palamà
Arianna Piazza
Dario Molinaro
Emanuele Puzziello
Fabio Mazzola
Flavio Romualdo Garofano
Francesca de Cesare
Giacomo Bagnara
Luigi Copello
Luigi Massari
Pasquale de Sensi
Patrizia Emma Scialpi
Pierpaolo Febbo
Sam Punzina
Stefano De Longhi

21 marzo 2011

Tracce - mostra collettiva













Elenco Artisti:
Andrea Palamà
Arianna Piazza
Dario Molinaro
Emanuele Puzziello
Fabio Mazzola
Flavio Romualdo Garofano
Francesca de Cesare
Giacomo Bagnara
Luigi Copello
Luigi Massari
Pasquale de Sensi
Patrizia Emma Scialpi
Pierpaolo Febbo
Sam Punzina
Stefano de Longhi

Date: dal 1 al 30 aprile 2011 dal giovedì al sabato dalle 18:00 alle 20:00 (altri giorni compresa la mattina solo su prenotazione).
Ingresso libero con tessera associativa (costo 1 euro)

info: 3408882842 - 3383012252
bellezzaorsini@gmail.com

Tracce

C’è una volontà comune nelle arti figurative contemporanee di rappresentazione meta-simbolica e meta-oggettiva non solo della realtà, ma anche dell’immaginario collettivo che oggi è più che mai suggestionato da una moltitudine di stimoli e contaminazioni culturali. Dalle stratificazioni di background urbani e suburbani fino alle fascinazioni visionarie di certo populismo pop e folk della “società delle immagini”, l’arte trae ispirazione e codifica un linguaggio versatile e formale che si configura come uno strumento di comunicazione alternativo, cioè come tipo di comunicazione pura il cui messaggio risulta aderente alla facoltà di in-formare la realtà, senza però tralasciare la componente estetica. In qualche modo, dunque, le arti figurative assolvono a un doppio dovere, quello etico riferito alla responsabilità dei contenuti, e quello dell’armonia compositiva che resta alla base dell’opera, rispondendo così all’esigenza del contemporaneo di semplificare e rendere più leggibile il presente. La collettiva Tracce nasce come espressione del bisogno di ritagliare alle opere e agli artisti degli spazi di azione narrativa che mettano in evidenza la molteplicità dei modi di espressione creativa e della poetica del racconto. Il concetto stesso di traccia, infatti, sottende sempre un racconto, una spazio-temporalità connaturata alla presenza inequivocabile di un segno, che in questo caso risulta essere indicato proprio dalle opere in mostra. Quindici gli artisti invitati, a partire da Andrea Palamà che con una pittura densa, dalle pennellate fluide e corpose, disegna una mappatura del suo paesaggio interiore attraverso frammenti di immagini “esteriori” catturate dalla rete e amalgamate in un unicum compositivo. Affini per molti aspetti sono i dipinti di Emanuele Puzziello, caratterizzati anch’essi da un segno pittorico molto materico e compatto, e abitati da soggetti e personaggi che vengono esibiti con intensa forza comunicativa e senza filtri. Ad un tipo di narrazione favolistica appartengono di lavori di Arianna Piazza e Sam Punzina: la prima attratta e influenzata dalle forme del microcosmo organico, da vita a nuovi protagonisti di una favola aliena, mentre la seconda, affascinata dal biomorfismo, evoca atmosfere trasognate e surreali attraverso una rilettura degli elementi naturali resi con smalti brillanti e colorati. Ispirate ad una natura arcana e magica sono le opere di Patrizia Emma Scialpi che in una commistione di collage e pittura, compone un tracciato della memoria segnato da soggetti dalla naturalità impossibile. Una panoramica sulla crisi identitaria dell’uomo contemporaneo raccontano i lavori su carta di Luigi Massari, che offrono otto possibili letture per immagini delle deviazioni e degli effetti più comuni dei processi di spersonalizzazione, seguiti dagli scatti di Flavio Romualdo Garofano che sottolineano il valore indicale della fotografia, conferendo alle immagini tratte dalla quotidianità un valore assoluto di traccia del reale. Più aderenti stilisticamente ai modi dell’illustrazione e della grafica le opere di Dario Molinaro, presente con quattro lavori a china su carta in cui la precisione dei dettagli risolve la complessità figurativa dell’insieme, i disegni di Francesca de Cesare, che attraverso un tratto minimo ed essenziale, intervallato da brevi campi di colore, esprime stati d’animo personali e collettivi, gli interventi geometrici ma precari delle costruzioni sospese nel bianco di Giacomo Bagnara, le memorie nostalgiche di Pierpaolo Febbo raffigurate attraverso le associazioni simboliche di elementi zoomorfi o antropomorfi e altri naturali, con un linguaggio segnico che guarda all’essenziale della rappresentazione, e per finire i personaggi grafici e stilizzati di Stefano de Longhi, che definisce proprio nella semplicità della composizione pittorica la sua cifra stilistica. Più complesse le tecniche miste su carta di Fabio Mazzola, ogni disegno infatti, come nella costruzione di un edificio, racconta una storia partendo dalle fondamenta e sviluppandosi su più piani della rappresentazione e della narrazione. Surreali e suggestivi gli acquerelli di Luigi Copello: la pennellata diluita disegna paesaggi onirici sospesi in atmosfere magiche popolate da animali e oggetti dalla presenza inquietante. Per finire i collage di Pasquale de Sensi, in cui psichedelia, cultura punk e influenze pop-folk configurano un linguaggio ad un tempo fresco ma ipnotico.

Francesca De Filippi


La mostra è ospitata all'interno dello spazio Bellezza Orsini - sede legale dell'associazione Teatro dell'Otium (Otium Teatro) - che opera, da poco più di un anno, nel panorama culturale bolognese promuovendo giovani artisti figurativi e dello spettacolo dal vivo.


sarà presente un piccolo banchetto di "Bozze Editoria Libera", dove saranno esposti fanzine e libri pubblicati in autoproduzione.
http://bozze.tumblr.com/

15 gennaio 2011


Inaugurazione Sabato 15 gennaio ore 18.00

Dal martedì alla domenica dalle 17.00 alle 20.00

...Per info: 338 3012252 347 5344312




Francesca Acerbi si è avvicinata al linguaggio espressivo della pittura dopo aver seguito un percorso eterogeneo che l’ha condotta ad esplorare ambiti quali la decorazione murale, l’incisione e la lavorazione del vetro: esperienze attigue o direttamente riconducibili al territorio delle arti visive, che hanno certamente influito, seppur in maniera implicita, sullo sviluppo della sua produzione artistica.
L’esigenza di lavorare a creazioni autonome, tuttavia, deriva da una indagine e un percorso intimo, ispirati dalla filosofia orientale.
E’ durante un soggiorno a Pune, in India, in una ambiente in cu il tempo è scandito da ritmi originari e spontanei, che Francesca inizia effettivamente a dedicarsi alla pratica artistica slegata dalle richieste delle committenze, realizzando una serie di acquerelli il cui soggetto primario è la Natura. Si tratta di composizioni in cui la vegetazione attinge alle tonalità del fantastico, dove spiccano sovrapposizioni e trasparenze vitree; intricati intrecci di masse arboree in cui l’attenzione per i dettagli e la resa realistica generano un contrasto, al limite dell’ossimoro, con la gamma di colori cangianti, che varia da intense sfumature di turchese e violetto fino a bianchi opalini. Quella rappresentata non è una Natura mimetica, ma un paesaggio altamente immaginifico, quasi una metafora visiva per sondare la sfera interiore.
Questa tematica costituisce il filo rosso che collega i primi lavori del periodo “indiano” con quelli della fase successiva, nei quali, cessata la necessità di utilizzare un linguaggio simbolico, l’artista prosegue l’analisi degli impulsi più profondi e celati, misurandosi con la raffigurazione di volti e corpi, già apparsi, in forma letteralmente embrionale, in alcune opere del 2002.
All’introduzione della figura umana corrisponde anche la scelta di abbandonare le leggerezza dell’acquerello e affidarsi ad un materiale corposo come il colore ad olio, declinato in gradazioni terrose e applicato generosamente in tutte le tele in cui sono colte le espressioni più rappresentative dell’emotività, messe a fuoco tramite visi e sguardi assai differenti tra loro, che spesso appaiono isolati su sfondi immateriali.
L’evoluzione della ricerca di Francesca Acerbi si configura come un viaggio che ha preso avvio dall’osservazione personale e, poco a poco, si è aperta ad un’analisi meno individuale, allargata alla sensibilità altrui.



Marta Cannoni