Le associazioni culturali "Rimacheride" e "Teatro dell'Otium" presentano I NOSTRI ANTENATI
Durata: 50 - 70min. a spettacolo
Il progetto prevede la messa in scena, per ragazzi di età compresa fra i 10 e i 14 anni, della trilogia di romanzi che Italo Calvino ha raccolto sotto il nome di I nostri Antenati.
Il progetto prevede tre spettacoli distinti ma collegati dal tema della fantasia-moralistica calviniana:
1) Il visconte dimezzato
2) Il barone rampante
3) Il cavaliere inesistente
Dopo un'attenta lettura del testo calviniano si è deciso di creare degli adattamenti teatrali che permettessero ai bambini di avvicinarsi all'opera di Italo Calvino attraverso il gioco e il divertimento. Discostandosi dall'accademicità, con cui il testo è spesso presentato nelle scuole, si è cercato di estremizzarne la componente comica, non tralasciando però le tematiche più impegnative.
Pur essendo il tema dei romanzi calviniani un tema arduo, in quanto basato sull'intento di descrivere l'uomo, esso si presta, grazie alla sua forte caratterizzazione fantastica, ad una rappresentazione per bambini. Le figure del cavaliere inesistente, del barone che vive fra gli alberi, e del visconte che viene diviso in due metà perfettamente complementari stuzzicano la fantasia dei bambini, anche di diverse fasce d'età.
Il testo Calviniano, nella sua complessità, ricca di mille sfaccettature, offre ai bambini un campo ampio di comprensione della vita, con quella leggerezza e quell'ironia che solo Calvino sa dare.
Gli attori a fine spettacolo ascolteranno le impressioni e le domande dei bambini per facilitare la comprensione totale dello spettacolo ed invogliare i bambini alla lettura del testo messo in scena.
IL VISCONTE DIMEZZATO
Spettacolo per due attori con musica dal vivo
Tema centrale dello spettacolo è la dualità bene-male propria di ogni essere umano.
I "due visconti" calviniani rappresentano i due estremi della figura umana, l'uno la bontà più incondizionata, l'altro la cattiveria più crudele. Nel cercare di rappresentare questa dualità abbiamo scelto di far interpretare la figura del Visconte ad un unico attore capace, con una semplice variazione del costume e dell'espressione corporea, di impersonare i due Visconti. La scelta di usare un unico attore ci è sembrata la più adatta a far capire ai ragazzi come il bene e il male interagiscano all'interno di ognuno di noi, spesso lottando fra loro e confondendosi.
Nulla sembra fino alla fine poter far riunire le due metà fino a che i due visconti non scoprono di avere una cosa in comune: l'amore per Pamela.
L'amore per la ragazza sarà l'elemento che permetterà alle due metà di riunirsi in un unico uomo. Bene e male ritornano a condividere la vita e a vivere in equilibrio solo grazie all'amore, unica forza in grado di rendere l'uomo capace di vivere in armonia fra gli altri uomini e in armonia con se stesso.
Ad alleggerire la tematica forte dello spettacolo sarà la presenza di un attore comico che, slittando fra un personaggio e l'altro, colorerà la storia ricordando a tutti come, alla fine, ogni cosa può colorarsi di un sorriso.
IL BARONE RAMPANTE
Spettacolo per tre attori
Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all'altra, decide che non scenderà più. Da questa semplice immagine Calvino trae un libro, Il barone rampante, un libro dove l'avventura diventa gioco, un gioco che però si complica ad ogni mossa.
Attraverso la ribellione di Cosimo Piovasco di Rondò abbiamo provato ad entrare nel gioco della disobbedienza, un gioco che acquista senso solo quando diventa disciplina morale più rigorosa di quella a cui si ribella. Come ogni gioco il barone rampante si muove in base a delle regole precise, reinventate, ridefinite nel suo svolgersi, ma essenziali perché possa arrivare al suo termine.
Come il barone, ognuno di noi cammina su fragili rami sui quali ci si può muovere solo se se ne conosce bene la resistenza. Come ogni avventura, l'avventura del barone non può che farci pensare alle mille domande che ogni esistenza pone, domande a cui ognuno di noi può dare la propria risposta, non sapendo mai fino in fondo se sia quella giusta.
IL CAVALIERE INESISTENTE
Spettacolo per tre attori
Scegliere quale fra le mille tematiche del romanzo rappresentare non è stata una scelta facile, soprattutto perché, fra i tre romanzi, il cavaliere inesistente è quello che forse sviluppa maggiormente la riflessione sull'interazione umana. Ogni personaggio infatti, rappresenta un lato diverso dell'essere umano e al contempo si rapporta con la società che lo circonda; nel caso del Cavaliere Inesistente: il medioevo di Carlo Magno. Ogni personaggio è alla continua ricerca di qualcosa che possa dare senso alla proprio esistenza, incontrandosi e scontrandosi con gli altri personaggi.
Calvino palesa tre grandi forze all'interno dell'agire umano: la guerra, l'amore, la diversità.
A partire da questa considerazione si è deciso di puntare l'attenzione sul concetto di Onore.
L'onore viene visto dai personaggi messi in scena come scudo, come meta, come ragione di vita, come modo di rapportarsi agli altri. Per onore ognuno di loro estremizza le proprie azioni fino a renderle comiche agli occhi di chi li guarda.
L'onore non è altro che un veicolo per riflettere sulle azioni umane, sulle motivazioni che muovono interi popoli a combattere fra loro, o semplici uomini a percorrere strade che li portano a perdere contatto con chi sta loro intorno.
Lo spettacolo è una parodia dell'uomo che può far riflettere sui valori ma anche sulle utopie che l'uomo costruisce intorno a sé.