La breve opera "L'Armadio a specchio in una bella serata", è stata scritta tra l'autunno del 1922 e l'aprile del 1923 nel Theatre des Champs - Elysees dove Aragon occupava un posto amministrativo. Ci troviamo davanti a un soggetto da vaudeville: il marito Jules, rientra dopo essere stato in città per affari che lo hanno occupato tutta la giornata. Torna proprio in tempo per trovare la moglie sconvolta, tutta intenta a proteggere un armadio a specchio nel quale, sospettiamo, si nasconda l'amante. Tutto è molto classico; ad esserlo meno è la maniera in cui il soggetto è trattato in modo da pervenire ad un vaudeville tragico. Tutta l'azione consisterà da parte di Jules a ritardare l'apertura dell'armadio, mentre sua moglie Eleonore lo induce invece a farla finita, e lo esaspera affermando che lei ha un amante, che non poteva fare altrimenti, come lui non può fare altro che ucciderli entrambi con il martello che ha comperato in città A fare da sfondo a questa situazione piccolo borghese, un mondo bizzarro in cui si distinguono una donna semi nuda con il capo coperto da un grande cappello a fiori, un giovane soldato, il presidente della repubblica seguito dal suo primo generale, due gemelle siamesi, una fata che in una sorta di pantomima assurda rivendicano con forza la loro appartenenza al quotidiano.
La messa in scena del dramma L'Armoire a glace un beau soir, rientra in un più ampio progetto di ricerca sulla scrittura dell'autore surrealista Louis Aragon, iniziato nell'aprle del 2003 con la messa in scena del breve romanzo del 1928 Il Sesso di Irene, andato in scena per la prima volta presso il Teatro ITC di S. Lazzaro.
Regia: Niccolò Baldari e Charlotte Ossicini
Musiche originali: Umberto Cavalli




